La Sicilia è un museo a cielo aperto! Facciamo un giro dell’isola, alla scoperta dei più importanti siti di archeologia.

MESSINA

Partiamo dalla provincia di Messina: la Villa Romana di Patti ed il Parco archeologico di Tindari.

I lavori nell’autostrada Messina-Palermo nel 1973 riportarono alla luce a Patti i resti di una splendida Villa Romana (IV sec. d.C.). L’elegante abitazione, costruita sopra i resti di un precedente edificio, ha tre nuclei principali con peristili. Parte integrante della Villa, l’Antiquarium, conserva i ritrovamenti degli scavi. Sulla collina che domina Patti, ecco Tindari. Prima di visitare il Parco Archeologico ci fermiamo un attimo a leggere i versi di Quasimodo “Vento a Tindari” incisi nella pietra. Passeggiamo tra le antiche case con i loro mosaici e i resti dell’Agorà. Il Teatro, costruito dai Greci (III o II secolo a.C.) e rivisitato in età romana, guarda il mare, la laguna di Marinello e le isole Eolie. Non tralasciamo il Gimnasium ed il Museo.

Parco Archeologico Tindari  ph F. Coci

Parco Archeologico Tindari ph F. Coci

Con il sito paleontologico la Grotta San Teodoro, ad Acquedolci, torniamo indietro di 12/13.000 anni, quando in una grotta alta 20 metri e profonda 60 viveva una donna con la sua famiglia.
Lo scheletro della donna, accuratamente sepolto sotto uno strato di terra rossa, è stato ritrovato negli anni ’40 in perfetto stato di conservazione. La donna l’hanno chiamata Thea e da qui viene il nome della grotta.

Grotta S. Teodoro ph. beni archeologici soprintendenza Messina

Grotta S. Teodoro ph. Beni Archeologici Soprintendenza Messina

A poche decine di metri dalla grotta troviamo resti fossili di ippopotami e di altri animali che 200.000 anni fa vivevano in quello che doveva essere un grande bacino lacustre. I resti, parzialmente estratti dalla terra, sono protetti da grandi teche vetrate.
Un piccolo antiquarium raccoglie alcune ossa fossilizzate (mandibole di ippopotamo con grossi canini) e piccoli strumenti litici utilizzati per cacciare o costruire altri utensili di uso quotidiano.

Raggiungiamo Taormina, la perla dello Jonio, e visitiamo il  Teatro Greco.  Questo fu costruito intorno al III sec a.C. ad opera dei Greci, asportando manualmente dalla montagna oltre 100.000 metri cubi di roccia. Ciò che possiamo osservare risale interamente alla ristrutturazione romana avvenuta nella prima metà del II sec. d.C. La Scena è la parte più importante del Teatro e nulla rimane delle colonne. La vista sul golfo di Taormina e sull’Etna è uno spettacolo indescrivibile. All’interno del Teatro troviamo l’Antiquarium, piccolo museo archeologico. L’Odeon romano,  teatro più piccolo allocato dietro la chiesa di Santa Caterina, è  un esempio di teatro coperto, insieme all’Odeon di Catania. Tra le opere romane del II sec troviamo la Naumachia di Taormina o, più propriamente detto, il Ginnasio romano.

Lasciamo il promontorio di Taormina, passando dall’incantevole Isola Bella e dirigiamoci verso la prima colonia greca di Sicilia: Giardini-Naxos. Il Parco Archeologico ci consentirà di vedere alcuni tratti delle mura, ruderi di abitazioni e le fondamenta di un grande tempio.  Parco Naxos di Taormina

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Parco archeologico Naxos

CATANIA

Ci spostiamo verso Catania, fondata tra il 729 e il 728 a.C. da coloni greci provenienti dalla città Calcide, nell’Eubea.

In piazza Stesicoro, l’Anfiteatro Romano, costruito probabilmente nel II sec. d.C., è nel centro della città.

Strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani, costruito con pietra lavica dell’Etna rivestita da marmi, poteva ospitare ben 15.000 spettatori tra seduti e in piedi. L’arena veniva trasformata in grande piscina per le battaglie navali. Da visitare anche l’Odeon, le Terme della Rotonda, le Terme dell’Indirizzo e le Terme Achilliane.

Terme Achilliane - Catania

Terme Achilliane – Catania

ENNA

Dirigiamoci verso Enna, uscita Piazza Armerina. Ecco la lussuosa Villa Romana del Casale, patrimonio UNESCO e grandioso complesso di edifici ottimamente conservati. Probabilmente si trattava di una villa imperiale.

Prendiamoci tutto il tempo che occorre: 3500 metri quadrati di mosaici e 120 milioni di tessere di un’infinità di colori. Il mosaico più famoso “le ragazze in bikini” che giocano a palla o si sfidano in altre attività sportive, o il meno noto “Cubicolo della scena erotica”.

mosaico Villa Romana del Casale, Piazza Armerina ph.italianways.com

mosaico Villa Romana del Casale, Piazza Armerina ph.italianways.com

Villa Romana del Casale 

Nella vicina Morgantina – Aidone (Enna) – si trova un sito archeologico impressionante per bellezza ed estensione ed in continuo aumento grazie al lavoro degli archeologi. Nelle strutture della polis greca riportata alla luce è evidente l’abilità tecnica nella realizzazione di un sistema di distribuzione e scarico dell’acqua in tutta la città.

Ekklesiasterion di Morgantina

Ekklesiasterion di Morgantina -ph. Michele Termine

Il sito è su una piccola vallata racchiusa fra due colline: comprende l’agora, il teatro, ed alcuni mosaici.

Nel museo di Aidone ammiriamo la Dea di Morgantina. La statua, proveniente da uno scavo clandestino, fu restituita dopo un contenzioso causato dal precedente acquisto illecito dell’opera da parte del Paul Getty Museum di Malibù. Dea di Morgantina – Aidone

Dea di Morgantina - ph. Elisa Bonacini

Dea di Morgantina – ph. Elisa Bonacini

Nel museo un altro gioiello. La storia della testa di Ade e del ricciolo blu è affascinante. Come nella favola di Pollicino un indizio, in questo caso un ricciolo, e la caparbietà di una archeologa, Serena Raffiotta, hanno portato ad una magnifica scoperta, la testa di Ade.

Il ricciolo era stato ritrovato in una cassa, tra i tanti reperti rinvenuti nel Santuario di Demetra e Kore in contrada San Francesco Bisconti a Morgantina.

Questa zona fu oggetto di attenzione dei tombaroli. In seguito, l’intervento della Soprintendenza ha portato alla scoperta del sito e alla sua identificazione con un’area sacra dedicata a Demetra e Kore.

Head of Ade

Testa di Ade

Da un punto di vista stilistico e iconografico la testa richiama tipi scultorei raffiguranti Zeus o Dioniso, risalenti al IV sec A.C. soprattutto per la folta chioma dei capelli e per la barba. Il ricciolo, che presenta evidenti tracce di pigmento blu, appartiene alla barba della testa di Ade. L’uso del colore richiama simbolicamente il concetto di eternità per assimilazione al colore del cielo, oltre ai riferimenti funerari legati al dio degli inferi.

Se chiedessimo all’archeologa Serena Raffiotta se da grande le piacerebbe essere una Sicula Jones, cioè un’avventurosa scopritrice di tesori e cacciatrice di mercanti d’arte truffaldini, ci direbbe che già lo è!

Parco Archeologico di Morgantina su izi.Travel 

Museo regionale di Aidone si izi.Travel

CALTANISSETTA

Museo Archeologico di Gela

Il Museo di Gela (Caltanissetta) con i suoi 5000 reperti esposti, è il terzo Museo archeologico della Sicilia dopo il Museo “Antonino Salinas” di Palermo e il Museo “Paolo Orsi” di Siracusa.
Vasi di straordinaria bellezza, l’elmo di un soldato della città greca di Corinto, legni e il carico di una nave greca del periodo più glorioso della sua storia, il V secolo; numerose monete della zecca di Gela, l’altare in terracotta con la Medusa, 39 lingotti di oricalco, uno dei metalli più preziosi dell’antichità ricordato dal filosofo greco Platone come materiale estratto nella leggendaria isola di Atlantide e risalenti a più di 2600 anni fa e molto altro…  Museo archeologico di Gela su izi.Travel 

SIRACUSA

Altra bellezza UNESCO è Pantalica, nella zona di Siracusa.

Il panorama è spettacolare. Suggestivo è il trekking, con mappa alla mano, tra i meravigliosi sentieri della necropoli rupestre, nel sito preistorico con migliaia di tombe scavate nella roccia a strapiombo sulla Valle dell’Anapo.

Al centro dell’altipiano l’Anaktoron di Pantalica, edificio megalitico rinvenuto sull’acropoli di Pantalica, nel territorio di Sortino.

Pantalica, Siracusa - ph.italiaways.com

Pantalica, Siracusa – ph.italiaways.com

Altra tappa a Siracusa, patrimonio UNESCO. Fra le metropoli più grandi dell’antico mondo e tra le più grandi polis del mondo greco fu la più importante città siciliana ed il capoluogo dell’isola nel periodo romano e bizantino.

Nello specchio d’acqua della Fonte Aretusa, nel Porto Grande di Siracusa, e lungo le rive del fiume Ciane, sono presenti gli unici papireti selvatici di tutta l’Europa.

Ad Ortigia i resti del Tempio di Apollo, divinità del Sole: il più antico tempio dorico della Sicilia.

Il Duomo di Siracusa, che incorpora l’Athenanion, il tempio sacro più importante della polis, è l’unico caso al mondo di tempio pagano e contemporaneamente chiesa cristiana: sorge sui resti di un tempio dedicato ad Atena, sorto nel 480 a.C. e nasconde, dietro lo stile barocco della facciata, un gioiello del passato con le colonne doriche ancora visibili sia dall’esterno che dall’interno.

Continuiamo con il Teatro Greco. Ricavato nell’incavo di una collina con vista sul mare di Siracusa è, per dimensioni, il più grande teatro della Magna Grecia e della Grecia stessa. La costruzione iniziò nel V sec a.C. Ebbe da subito rinomanza per l’attività teatrale: Eschilo vi rappresentò le Etnee ed i Persiani.

Teatro greco, Siracusa - ph.joelmetlen by flickr

Teatro greco, Siracusa – ph.joelmetlen by flickr

Sempre a Siracusa, l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale, a forma d’imbuto e scavata nel calcare, alta circa 23 m., con una forma vagamente simile ad un padiglione auricolare, che si sviluppa in profondità per 65 m. Ha eccezionali proprietà acustiche; i suoni vengono amplificati fino a 16 volte creando forte l’eco.

Orecchio di Dionisio - Siracusa

Orecchio di Dionisio – Siracusa

Il Castello Eurialo è la più monumentale opera di architettura militare di epoca greca, risalente a 2.400 anni fa. Fu costruito dal terribile tiranno Dionisio il Vecchio nel 401 a.C. per proteggere Siracusa dalla terrazza soprastante, che ancor oggi si chiama Epipoli e significa, appunto, “sopra la città”.  Castello Eurialo su izi.Travel

Siracusa Turismo

RAGUSA

La tappa a Ragusa prevede la visita al sito di Kamarina, prezioso patrimonio di archeologia terrestre e sottomarina e importante colonia di Siracusa. Oggi rimangono rovine e reperti archeologici. L’acropoli conserva i resti del Tempio di Athena e l’agorà, i cui scavi non sono terminati. I resti della cinta muraria sono collocati al di sotto della collina di Eracle. I reperti rinvenuti sono conservati nei Musei Archeologici di Kamarina, Ragusa e Siracusa e il Museo Regionale di Kamarina conserva una sezione riservata all’archeologia subacquea.

Un accenno alla preistoria: la Cava d’Ispica tra Modica e Rosolini.

Cava d'Ispica - by Sinotrip /Pin

Cava d’Ispica – by Sinotrip /Pin

E’ una lunga vallata che si estende verso il mare, è uno straordinario ambiente naturale e importante area archeologica dove sono state rinvenute tracce di insediamenti dall’Età del Bronzo.  Sopri di più  Cave di Ispica

AGRIGENTO

Ed ora prendiamo respiro: arriva l’imponente Valle dei Templi di Agrigento. E’ uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica, il più grande al mondo e splendidamente conservato, inserito nel 1998 tra i siti UNESCO in Sicilia. Su un crinale roccioso che delimita a sud l’altopiano su cui sorgeva l’abitato classico, ancora emergono i resti dei templi dorici, di incerta attribuzione: da est verso ovest, da quota 127 a quota 70, Hera (Giunone) Lacinia, Concordia, Eracle (Ercole), Zeus (Giove) Olimpico, Castore e Polluce (Dioscuri) e Hephaistos (Vulcano).  Parco Valle dei Templi

Tempio della Concordia - Valle dei Templi, Agrigento

Tempio della Concordia – Valle dei Templi, Agrigento

Altra tappa ad Agrigento: il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, progettato dall’architetto Franco Minissi.

L’esposizione museale ha il suo fulcro nella sala VI dove è inserito uno dei telamoni del tempio di Zeus Olimpio, le sculture maschili monumentali che sorreggevano il peso della sua trabeazione. Museo Archeologico su izi.Travel 

E ancora da visitare l’affascinante  Giardino della Kolimbethra, piccola valle situata nel cuore della Valle.

A Sant’Angelo Muxaro (Agrigento) il Museo Archeologico valorizza le antichità restituendo a questo luogo un passato di ricchezza che lo ha reso famoso nel mondo intero per gli splendidi ed enigmatici oggetti d’oro qui rinvenuti. Nel nome della reggia di Kamicos e del suo re Kokalos, Sant’Angelo rappresenta il “cuore” del mito di un regno sicano potente ed egemone.

Museo Archeologico di Sant’Angelo Muxaro su izi.Travel 

Da visitare la Villa Romana di Realmonte (Agrigento). Al centro della baia di Punta Grande e alla foce del fiume Cottone, la nostra villa si trovava nella posizione geografica più tipica di quelle che, nel mondo romano in lingua latina, si definivano villae marittimae, ovvero delle splendide e lussuose “case al mare”, in cui i ricchi proprietari non si facevano mancare nulla, replicando in queste ville al mare i lussi delle ville in città.

Izi Travel audioguida dei siti UNESCO di Sicilia

L’antica storia di Lampedusa e dell’arcipelago delle Pelagie al Museo di Archeologia delle Pelagie >  Guida di izi Travel

TRAPANI

Trapani gli insediamenti umani hanno origini antichissime, risalenti addirittura alla preistoria.

Secondo lo storico greco Tucidide l’antica Segesta fu fondata dagli Elimi, una comunità di profughi troiani che vi si stabilì attorno al VI sec. a.C. Nell’area archeologica, oltre ai resti delle mura e dell’agorà, il Tempio, uno dei maggiori esempi esistenti di architettura dorica, e il Teatro Greco.  Parco Archeologico di Segesta

Mazara del Vallo (Trapani), colto nel momento dell’estasi della danza orgiastica, il Satiro Danzante. Il Museo del Satiro, situato nella Chiesa di S. Egidio, custodisce la statua bronzea, rinvenuta in due tempi: nella primavera del 1997 viene alla luce la gamba sinistra e il 4 marzo del 1998 viene trovato il corpo privo dell’altra gamba e delle braccia. La motopesca mazarese Capitan Ciccio ci diede questo splendore. Oltre alla preziosa statua, è esposto il patrimonio sommerso recuperato nel canale di Sicilia rappresentato da alcuni ritrovamenti marini che raccontano la lunga via delle emigrazioni.

satiro danzante - Mazara del Vallo

satiro danzante – Mazara del Vallo

Selinunte, costruita dai Greci, fu coinvolta nell’acerrima rivalità con Segesta, prima dell’avvento dei romani che la distrussero attorno nel 250 a.C.. Il suo parco archeologico, 1700 mq, – il più vasto d’Europa – è diviso in tre aree: l’Acropoli, dedicata al culto delle divinità, il Santuario di Demetra Malophoros, il cui culto era molto diffuso all’epoca, e l’area della collina orientale, disseminata di magnifici templi e santuari.

Nell’isola di Pantelleria particolarmente importante è la civiltà dei “Sesi” con i loro sepolcri in pietra, l’insediamento dell’età del bronzo di Mursia, l’acropoli di Santa Teresa e San Marco da dove sono state riportate alla luce tre importanti teste marmoree risalenti al I sec. d.C., due delle quali raffiguranti probabilmente Giulio Cesare e Agrippina. Teste di Pantelleria

Prendiamo un battello e attraversiamo le Saline: siamo a Mozia, isoletta che si trova nella Riserva dello Stagnone di Marsala.

Fu un insediamento fenicio, origini intorno al VIII sec.a.C., e abbandonata ai tempi della conquista romana. Agli inizi dello scorso secolo, l’archeologo Joseph Whitaker acquistò l’isola e diede inizio ai lavori di scavo che fecero emergere i resti della città punica, coi suoi abitati, i luoghi di culto, la necropoli. Nel museo si trova la bella statua del giovane di Mozia, detto anche l Auriga di Mozia o Giovinetto.

auriga di Mozia

 Auriga di Mozia

Un posto bellissimo e al tramonto è ancora più suggestivo.

Mozia

Mozia

Scopri di più: Auriga di Mozia

A Marsala il Baglio Anselmi, ex stabilimento vinicolo: nei magazzini è allestito un Museo che contiene l’affascinante relitto di una nave punica. All’esterno del museo il Parco archeologico con l’insula romana, portata alla luce nel 1939, un grande edificio con pavimenti a mosaico, un impianto termale e l’imponente decumano maximus.

A Favignana, nelle isole Egadi, l’Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica Stabilimento FLORIO

rostri battaglia Egadi - ph. Ex Stabilimento Florio

rostri battaglia Egadi – ph. Ex Stabilimento Florio

L’Antiquarium, collezione di archeologia comprende principalmente anfore di epoca greco-romana e punica, provenienti dal mare delle Egadi.

Tonnara Florio a Favignana - Stabilimento del tonno - Sicily - Sicilia

Stabilimento Florio – Favignana (Trapani)

Presenti anche ceppi di ancore greco-romane e puniche in piombo tra cui uno smontabile che reca su un braccio in rilievo l’iscrizione in greco EUPLOIA che significa “Buona navigazione”. Tra i vari reperti una fiasca in peltro del XIV secolo rinvenuta nelle acque del Bue Marino a Favignana che conteneva ancora il vino originale, e un esemplare rarissimo di rostro bronzeo recuperato nelle acque di Levanzo. Il rostro era un’arma letale che gli antichi usavano per colpire le navi nemiche e fu determinante nella vittoria romana del 241 a.C. quando nel mare di Levanzo cessò la prima guerra punica con i Romani vittoriosi sulla flotta cartaginese.

A Partanna (Trapani) il Castello Grifeo, edificio il cui primo impianto risale presumibilmente al XIV secolo, anche se la sua esistenza è documentata al 1453, ha il solenne aspetto di antica fortezza merlata. Oggi Castello Grifeo, è sede del Museo Regionale di preistoria del Belice. I reperti archeologici esposti provengono, in larga parte, dall’area di Contrada Stretto a seguito delle campagne di scavo, condotte da Sebastiano Tusa a partire dagli anni ’80, e da alcune necropoli del territorio belicino, con tombe a grotticella e a camera, datate media e tarda età del Bronzo. Particolarmente interessanti appaiono le diverse tipologie di ceramica preistorica, i vasi dello stile Naro–Partanna e del Bicchiere Campaniforme, il grande vaso rinvenuto a Capo d’Acqua, selci, ceramiche decorate, tazze, attingiti e resti di faune risalenti al Pleistocene superiore, quali elefanti, ippopotami e cervi.

Affascinante il “Cranio trapanato”, risalente all’Età del Bronzo antico, rivenuto nel deposito funerario di una grotticella di contrada Stretto. Si tratta di un cranio con un ampio foro occipitale praticato mentre il soggetto era in vita. Il soggetto sopravvisse a questa “operazione” molto frequente nell’ambito della civiltà del Bicchiere Campaniforme. Una primordiale pratica magico-chirurgica probabilmente praticata per curare malattie mentali.
Castello_Grifeo_Partanna

Castello_Grifeo_Partanna

PALERMO

Importanti resti della presenza dei fenici a Palermo sono visibili percorrendo la città: è possibile ammirare parte delle mura difensive ben conservate in Via del Bastione e in Corso Alberto Amedeo. Si tratta di mura erette nella Paleapoli, primo nucleo abitativo fenicio in città. La Paleapoli crebbe velocemente e si estese nella Neapoli: la cinta muraria venne ampliata e resti sono osservabili all’angolo tra Piazza Bellini e Via Maqueda. Nacque una seconda città, la Necropoli, un luogo sacro dove seppellire i defunti: i rinvenimenti, succedutisi a partire da 1746 fino ai nostri giorni, interessano un’ampia area con centinaia di tombe, visitabile all’interno dell’area della Caserma Tukory in Corso Calatafimi.

Sempre a Palermo il Museo Archeologico Regionale “Antonio Salinas” possiede una delle più ricche collezioni d’arte punica e greca d’Italia e testimonianze di gran parte della storia siciliana. Il museo è dedicato ad Antonio Salinas, archeologo e numistatico palermitano: tra i pezzi di maggior pregio le metope provenienti da Selinunte (Templi C ed E), mosaici staccati dalle ville di Piazza Vittoria a Villa Bonanno a Palermo (all’interno della villa sono visitabili resti di case patrizie romane) e una ricca collezione numismatica. Museo Salinas su Facebook

I Bagni di Cefalà Diana (Palermo) sono gli unici resti archeologici del periodo della dominazione araba in Sicilia. Almeno così dicono molti studiosi. Un suggestivo muro a tre archi, di cui il centrale ogivale è l’ambiente più grande.  Scopri di più.

Terme arabe Cefalà Diana - ph. Turi Sicilia

Terme arabe Cefalà Diana – ph. Turi Sicilia

ARCHEOLOGIA SOMMERSA

A Pantelleria, Cala Tramontana e Cala Levante, con le pareti rocciose che si inabissano nel mare sono uno scenario unico per le immersioni.
A soli 50 mt a nuoto da Cala Tramontana raggiungiamo la boa di inizio e fine percorso: a 18 metri di profondità frammenti di anfore puniche greco-italiche e ceramica e un ceppo di ancora in pietra.

Cala Gadir

Cala Gadir

Cala Gadir è luogo di naufragi di navi da carico: entriamo in acqua in prossimità della prima boa e procediamo alla scoperta di un frammento ligneo di imbarcazione seminascosto in una fenditura del costone e delle anfore puniche e romane inquadrate dalle telecamere del sistema di telecontrollo subacqueo installato in prossimità che invia le immagini sul web.

Cala Gadir -ph.pantelleriadiving.it

Cala Gadir -ph.pantelleriadiving.it

A Levanzo, nelle isole Egadi, Cala Minnola, sul versante orientale dell’isola per scoprire i resti di una nave romana affondata con un carico di anfore per il trasporto del vino.
Ammiriamo il relitto e il carico di anfore a 30 mt di profondità. Per i meno temerari la possibilità di vedere le immagini del relitto comodamente seduti a Favignana presso l’Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica grazie a quattro telecamere subacque che trasmettono direttamente dal fondale.

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