1 – L’infinito dalla Rocca di Cerere

Il panorama di Enna, il capoluogo più alto d’Italia, vi incanterà da qualsiasi punto della città vi affacciate per la bellezza della natura che la circonda.

panorama Enna - ph. Foto Arangio

Panorama Enna – ph. Foto Arangio

Il punto più seducente è la Rocca di Cerere dalla quale sembra di poter sentire gli inni alla Dea Madre intonati dalle sue sacerdotesse, tanta è la maestosità del panorama che si staglia sui campi coltivati a grano, diverso a seconda della stagione e dell’ora cambia dai colori tenui dell’alba a quelli intensi del tramonto. Città votata da sempre ad una naturale religiosità, forse per la sua posizione elevata e solitaria, profondamente legata alla dea delle messi, ha mantenuto nei secoli questa sua attitudine votandosi alla sua Patrona Maria SS. della Visitazione.

2 – Il Duomo di Enna

Costruito per volere della Regina Eleonora d’Angiò nel 1307, successivamente rimaneggiato e abbellito.

Già monumento nazionale e dal 2008 Luogo di pace dell’UNESCO, è circondato da una scalinata monumentale. Il suo interno è basilicale a tre navate con una splendida copertura a cassettoni lignei decorati per opera di Andrea Russo da Collesano.

Duomo di Enna

Duomo di Enna – ph. Arangio

I cori lignei posti ai lati dell’arco trionfale vennero realizzati da Scipione di Guido. L’abside centrale è interamente ricoperta da stucchi barocchi di Pietro Rosso da Bologna, nei riquadri cinque grandi tele, opera di Filippo Paladini. Le absidi laterali sono dedicate quella di sinistra, con le antiche forme gotiche e le volte costolonate, al SS. Sacramento, l’altra, riccamente rivestita da marmi policromi su disegno barocco per opera di Andrea Amato, alla Madonna della Visitazione. Nella nicchia chiusa da una porticina icona, la statua processionale della patrona di officina veneziana del 1474.

Sacrestia Duomo di Enna -  ph. Giuseppe Arangio

Sacrestia Duomo di Enna – ph. Arangio

La sacrestia è ricca di opere quali il casserizio raffigurante scene di vita di Gesù, il lavamano marmoreo del 1648. Il pavimento in maiolica siciliana con scene del nuovo testamento.

Nella piazza antistante il Museo Archeologico Varisano espone oggetti che provengono dai siti archeologici nei pressi della città. Partendo da una lettura delle fonti antiche, Enna, viene vista come la città di Demetra e Kore. L’esposizione segue il filo logico della ricerca archeologica dalla preistoria al medioevo.

vaso cratere attico - ph. Museo Varisano - Enna

vaso cratere attico – ph. Museo Varisano – Enna

Se siete ad Enna il 2 luglio, per la Madonna della Visitazione, siamo sicuri che vi sveglierete alle 7 del mattino al suono delle 101 salve che festeggiano la protettrice della città. La Statua della Madonna custodita tutto l’anno nella sua nicchia in marmi policromi all’interno del Duomo, viene portata in processione, ricoperta di ori e pietre preziose donate dai fedeli, all’interno di una grande “Vara” del XVI sec. chiamata Nave d’oro, portata a spalla da 118 confrati scalzi, gli ignudi.

Enna - 2 luglio - ph. Arangio

Enna – 2 luglio – ph. Arangio

La processione parte dal Duomo e lungo il percorso vengono sparate le sarbiate, salve di cannone. In prossimità dell’eremo di Montesalvo, dalla chiesa escono le statue di S. Zaccaria e di S. Elisabetta che vanno incontro alla Madonna. Subito dopo l’entrata in chiesa della Madonna partono i fuochi d’artificio artistico, vera esplosione di gioia che caratterizza tutte le feste patronali siciliane.

3 – Il Castello di Lombardia e Torre di Federico

Simbolo della città di Enna è uno dei castelli di epoca medievale più grandi d’Italia. Costruito sopra i resti dell’antica acropoli e delle fortificazioni bizantine, arabe e normanne, è suddiviso in tre grandi cortili ed un rivellino, capaci di funzionare come castelli separati, muniti di diverse torri e strutture atte alla presenza militare e alla residenza della corte.

Il danneggiato palatium svevo non venne ricostruito ed una sua porzione divenne una alta torre duecentesca detta Torre Pisana. Da qui le antiche vedette potevano controllare gran parte della Sicilia e scorgere il mare nelle giornate limpide. Ai piedi del Castello, la statua di Euno, lo schiavo siriaco che nel 132 a.c. diede inizio alla prima guerra servile.

La Torre di Federico, attorniata dall’omonimo parco urbano, è un edificio medievale castellato. Si compone dei resti di un vasto recinto murario ottagonale aperto da due porte arcuate al cui centro si eleva una grande torre, anche essa ottagonale. La torre al suo interno ha caratteristiche architettoniche sveve che fanno risalire la costruzione al Regno di Federico II di Svevia.

Poco distante una delle porte di Enna: la Monumentale Porta Janniscuru, un robusto manufatto murario, posto ad interruzione della strada di arroccamento.

Castello di Lombardia - Ph Giuseppe Arangio

Castello di Lombardia – Ph Giuseppe Arangio

4 – Il Lago di Pergusa

Circondato da alture che lo cingono quasi interamente, consente la raccolta delle acque nonostante non abbia dei veri e propri immissari. Le acque salmastre si raccolgono al centro della conca e questo rende l’ambiente pergusino di estrema rilevanza naturalistica essendo un ambiente ricco di biodiversità e di elementi mitologici e culturali. Il Lago di Pergusa, unico lago naturale nel centro della Sicilia centrale, è un’area nevralgica per  la corrente migratoria di molte specie di uccelli, perché situato lungo una delle rotte migratorie principali della regione paleartica occidentale.

E’ un luogo di sosta ideale per migliaia di uccelli acquatici in transito con l’Africa. Gli appassionati di ornitologia potranno avvistare facilmente l’alzavola, il fischione, il mestolone, il moriglione, la folaga, il falco di palude e la moretta tabaccata. Tra i mammiferi qui passeggiano l’istrice e la donnola, rettili come tartarughe palustri ed anfibi.

Lago di Pergusa - ph. Andrea Lattuca

Lago di Pergusa – ph. Andrea Lattuca

5 – Chiesa di San Marco

La Chiesa di San Marco con l’annesso convento di clausura delle Carmelitane scalze, è della prima metà del XVI secolo e fu costruita sui ruderi di una sinagoga che delimitava il ghetto ebraico, ancora oggi ricordato dal nome dato alla zona: Iudeca.

Fastosi stucchi all’interno contrastano la severa linearità della facciata a navata unica in stile barocco. Essa è sovrastata da una copertura a botte con lunette priva di transetto, così da permettere alle suore di assistere, senza contravvenire all’obbligo della clausura, alle solenni funzioni nella cantoria, posizionata sul vestibolo, per mezzo di una ringhiera costellata di fitti trafori che seguono l’agile andamento a petto d’oca e culminano, con una cornice di artistici intagli, in un superbo merletto ligneo. In questo barocco gli stucchi e gli affreschi di Gabriele De Bianco (1705). L’opera che colpisce maggiormente è la grande custodia lignea che occupa l’altare maggiore, rivestista in oro zecchino, opera di Antonino Rallo, su disegno dell’arch. Daidone da Calascibetta (1708). La facciata possiede elementi decorativi sporgenti lievemente come le due paraste poggianti su alti plinti che la incorniciano, sormontate da capitelli corinzi, fiancheggiate da due semplici volute e la finestra centrale sovrastata da elegante coronamento.

Chiesa di San Marco - Ph. Arangio

Chiesa di San Marco – Ph. Arangio

6 – La Settimana Santa di Enna

La Settimana Santa di Enna è tra le manifestazioni religiose della Sicilia che non si può assolutamente perdere. Retaggio della dominazione spagnola nell’isola, coinvolge gran parte della popolazione maschile della città. Raggruppati in 16 confraternite originariamente dei mestieri, gli incappucciati, detti così per via del cappuccio che ne nasconde il viso, danno vita ad una serie di manifestazioni il cui culmine è la processione del Venerdì Santo. La Settimana Santa su izi.TRAVEL

Pasqua a Enna - Sicilia - ph. Arangio

Pasqua a Enna – Sicilia – ph. Arangio

Quasi 2500 confrati, in una silenziosa e composta processione, riescono a coinvolgere tutta la città. Nel silenzio dei cittadini e del traffico si odono solo le note mesti della banda e il brusio della gente che assiste al passaggio dei confrati con le insegne delle confraternite la Vara dell’Addolorata e la teca del Cristo Morto. Il pomeriggio del venerdi Santo tutto è fermo: dalle 16:00 le confraternite iniziano il percorso per l’appuntamento al Duomo da dove ripartiranno tutte insieme per formare la processione che percorre tutto il paese sino al cimitero per poi tornare al Duomo e alle chiese di appartenenza. Se poi scende “la paesana”, la nebbia come la chiamano gli ennesi, l’atmosfera diventa ancora più consona alla preghiera. Chiese e Confraternite della Settimana Santa su izi.TRAVEL

La Settimana Santa in Sicilia, i riti da non perdere

7 – Il cibo

Annotate i prodotti che dovete assolutamente assaggiare, prodotti con marchio I.G.P. e D.O.P. per l’eccellenza e la tipicità:

il Piacentinu ennese, la Provola e Supprissata di Nicosia, la Vastedda cu’ Sammucu di Troina, la Mostarda di Ficodindia di Gagliano, le Cassatelle di Agira, il Tortone di Sperlinga, i Buccellati Ennesi, la Lenticchia nera, la Pesca settembrina di Leonforte, lo Zafferano Ennese, l’ olio delle colline Ennesi, la Pagnotta del Dittaino, la Mandorla Vinciatutti.

Cibo Enna - ph. FotoArangio

Cardi fritti con formaggio e acciughe –  Foto Arangio

8 – Parco Minerario Floristella Grottacalda

Come un museo a cielo aperto il Parco Minerario Floristella Grottacalda riunisce le due omonime miniere di zolfo dismesse.

Esempio degli insediamenti di archeologia industriale del sud Italia, offre l’opportunità di conoscere le tecniche estrattive e di fusione dello zolfo delle varie epoche.

Visibili i calcaroni (forni circolari per la fusione), le discenderie (cunicoli semi-verticali), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali, i forni Gil (sistema più moderno per la fusione dello zolfo).

Il fascinoso Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, domina il complesso minerario di Floristella. Con le sue opere di captazione delle acque è un manufatto di notevole interesse storico oltre che architettonico.

Parco Minerario Floristella Grottacalda - Enna - ph. FotoArangio

Parco Minerario Floristella Grottacalda – Enna – ph. FotoArangio

9 – Piazza Armerina e Villa Romana del Casale

Dopo il Parco Minerario raggiungiamo Piazza Armerina.  Qui troviamo il piccolo Museo della Civiltà Mineraria dove ultimi minatori ci racconteranno la vita in miniera attraverso gli oggetti esposti. Due stanze piene di foto, strumenti e minerali.

Il Duomo di Piazza Armerina

Il Duomo di Piazza Armerina

Tra palazzi e chiese il monumentale Duomo che sovrasta il paese e, a fianco, il Palazzo Trigona. A pochi passi la Pinacoteca Comunale (tel. +39 0935.687.613 ) con una raccolta di dipinti raffiguranti personaggi illustri locali. E ancora la Chiesa di S. Andrea del 1100, una delle prime sedi dei Templari. Da gustare gli ottimi dolci delle pasticcerie piazzesi, dopo un  pranzo a base di specialità locali.

Da non perdere il Museo Villa delle Meraviglie, all’interno di un’antica villa settecentesca.

Museo delle Meraviglie - Piazza Armerina (Enna) - ph. Patrizia Fundrisi

Museo delle Meraviglie – Piazza Armerina – ph. Patrizia Fundrisi

Dal 12 al 15 agosto si svolge il Palio dei Normanni. Una festa di fede e devozione popolare in cui quattro quartieri si sfidano per aggiudicarsi il Palio. Un esempio vivente del radicamento alla storia e alle tradizioni degli abitanti di questo territorio. Dalla consegna delle chiavi al normanno Re Ruggero sino alla giostra col saraceno dove i cavalieri si sfidano tra le incitazioni e le urla degli spettatori. Al Cavaliere vincente viene affidato il Palio che sarà custodito nella parrocchia del quartiere per tutto l’anno.

Piazza Armerina - Palio dei Normanni - Foto Arangio

Piazza Armerina – Palio dei Normanni – Foto Arangio

La Villa Romana del Casale, è patrimonio UNESCO dal 1997. Ciò che di essa ha sempre meravigliato, dai primi scavi dell’800 fino agli ultimi restauri, sono stati “i resti superbi di grandiosi mosaici, i pavimenti policromi della fastosa villa della tarda età imperiale” (G.V. Gentili).

Vicino alla Villa Romana il Parco Culturale Romaland. In questo parco culturale dell’antica Roma c’è anche un’area dedicata ai bambini.

10 – Aidone, il Museo Archeologico e l’area archeologica di Morgantina

Passeggiando tra le strette vie di Aidone, tra palazzi e chiese, arriviamo sul punto più alto del paese dove giacciono i ruderi di una poderosa fortezza costruita dagli Arabi, avamposto e punto di osservazione. Fu fortificata e trasformata in castello. Oggi i resti del Castellaccio sono un ammasso informe di rovine circondate da un panorama bellissimo sulla vallata. Scendendo in via Roma la Chiesa di San Domenico o San Vincenzo Ferreri, dalla caratteristica facciata in bugnato a punta di diamante del XV sec., e la Chiesa di S. Anna del XVII sec. che conserva il Crocifisso ligneo attribuito a Fra’ Umile da Petralia.

Ad Aidone è famoso il pellegrinaggio votivo e la Festa di San Filippo Apostolo. La notte precedente il primo maggio centinaia di persone si riuniscono per venerare il santo nero, San Filippo. Il pellegrinaggio si conclude nella  Chiesa di S. Maria La Cava, in piazza Cordova, dominata dalla Torre Adelasia risalente al periodo normanno.

Il Museo Archeologico è all’interno del plesso dell’ex convento dei Cappuccini (XVII sec.). L’annessa Chiesa di San Francesco è attrezzata ad auditorium al servizio del museo. Nelle sale del museo troviamo ceramiche, cocci a forma di corno e utensili in pietra e osso, vasi dei Morgeti, i fondatori di Morgantina, che testimoniano la presenza ellenica.

Nella sala Serra Orlando troviamo i busti di Persefone e gli ex voto di una cultura che venerava Demetra, Persefone, Afrodite, Hermes. Di enorme valore sono gli argenti di Morgantina, le metope e la statua della Dea alla quale è dedicata una intera sala.

Dea di Morgantina - ph. Francesca Sonzogni

Dea di Morgantina – Ph. Francesca Sonzogni

Scolpita tra il 425 a.C. e il 400 a.C, ha subito varie vicissitudini: agli inizi degli anni ’80 giunse in Svizzera e successivamente fu acquistata dal J. P. Getty Museum di Malibù. Lungamente contesa e ampiamente ammirata, dal Paul Getty Museum è tornata nel suo luogo di appartenenza.

La statua della Dea è alta 2,24 metri, un corpo molto armonioso ed evidente sotto il panneggio. Per le parti nude del corpo – viso e braccia – è stato utilizzato marmo bianco dell’isola di Paro. E’ evidente l’effetto bagnato della veste sul torso, mettendo in risalto i lineamenti del corpo e il ricco panneggio a formare ampie pieghe. Gli studiosi riconoscono in questa statua, nota anche come Dea di Morgantina, la rappresentazione di Demetra o Kore.

E poi… la splendida Testa di Ade o Barbablù. E’ una testa in terracotta policroma di età ellenistica, raffigurante molto probabilmente il dio greco degli Inferi Ade e proveniente dal parco archeologico di San Francesco Bisconti a Morgantina.

Qui la sua storia

Testa di Ade - ph sconosciuto

Testa di Ade – ph sconosciuto

Il sito archeologico di Morgantina è tutto ciò che è tornato alla luce dell’antica città sicula e greca nel territorio di Aidone. La città fu riportata alla luce nell’autunno del 1955 dalla missione archeologica dell’Università di Princeton (Stati Uniti). Gli scavi consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana.

L’area più facilmente visitabile conserva resti dalla metà del V alla fine del I secolo a.C., il periodo di massimo splendore della città.

Gli scavi hanno riportato alla luce l’Agorà, il Teatro e l’intera città con i quartieri residenziali, con la strada lastricata e le fornaci per la produzione delle ceramiche.

Morgantina

Morgantina

Area archeologica di Morgantina

I primi di agosto si assiste a Morgantina rivive realizzata dall’Archeo-Club di Aidone. I luoghi di Morgantina rivivono richiamando la vita cittadina della polis e le attività più significative. Durante la rievocazione, anche attraverso brani classici, di riti e miti locali, ogni anno si tratta un tema specifico, partendo da molto lontano nel tempo e mantenendo stretti legami con il presente.

Morgantina Vive - ph Erminio Gattuso

Morgantina Rivive – ph Erminio Gattuso

Tra i prodotti tipici, da non perdere la cicerchia, un legume tipico utilizzato per dolce e salato.

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