Tra le città più antiche di Sicilia, battezzata con tanti nomi e risorta su tante vestigia. Dovremmo visitare prima di tutto la Valle dei Templi e gli straordinari reperti custoditi nel suo Museo Archeologico Regionale per comprendere meglio che Agrigento, fondata nel 581 a.C. da coloni greci rodio-cretesi e divenuta Akràgas nel secolo seguente, ha rappresentato nel passato uno dei più splendenti centri del Mediterraneo. Per questo l’UNESCO nel 1997 l’ha iscritta nel patrimonio dell’umanità.

Di Agrigentum, rimangono i resti delle eleganti ville gentilizie e delle regolari vie del Quartiere Ellenistico-Romano

1 – Quattro passi in via Atenea

Il centro storico si estende sul colle di Girgenti e le sue arterie principali sono la via Atenea ed il vicino e panoramico Viale della Vittoria da cui si domina la Valle e il mare. Durante la passeggiata tra i negozi, boutique e caffè gustiamo il gelato pecorino.

Incredibile, vero? E’ un delicato gelato fatto di ricotta di pecora. Un gusto tipico (e unico), un vero prodotto dell’agrigentino poco conosciuto. Adesso inoltriamoci nel labirinto di piccole strade che, secondo lo schema arabo, collega i monumenti più antichi.

Gelato pecorino – Ph. lecuspidi.it

2 – La Cattedrale di San Gerlando

La Cattedrale di San Gerlando, fondata verso la fine dell’XI sec. dal vescovo Gerlando, il tempio è di stile normanno- gotico e ci si accede attraverso un’ampia e morbida scalinata, fiancheggiata dal magnifico ed incompiuto campanile del XV secolo. L’edificio custodisce il preziosissimo Tesoro della Cattedrale, particolarmente ricco di opere d’arte. Saliamo sulla torre campanaria e ammiriamo i tetti di Girgenti dall’alto.

Cattedrale di San Gerlando

3 – Santa Maria dei Greci

Attraverso la via di Santa Maria dei Greci accediamo all’omonima chiesetta, nel più antico quartiere della città medioevale. Costruita nel XII secolo, poggia le sue fondamenta sul basamento di un tempio dorico del V secolo a.C. che alcuni ritengono essere quello di Athena, sull’acropoli di Akragas. La Chiesa, preceduta da un piccolo ed elegante cortile, ha la facciata con un portale duecentesco arabo-normanno e belle monofore. L’interno è a tre navate con un soffitto ligneo ed è arricchito da alcune tracce di affreschi trecenteschi, da una statua in legno del ‘500 e da un sarcofago che custodisce i resti di un nobile palermitano. Dalla navata di sinistra accediamo al basamento nord del tempio dorico, del quale sono visibili alcuni tamburi di colonne.

Santa Maria dei greci

Abbazia di Santo Spirito

Costruito nel 1260, il complesso è costituito dalla chiesa e dall’adiacente monastero cistercense. La chiesa ha, all’esterno, un magnifico portale di stile chiaramontano sormontato da un ricco rosone, in un contesto barocco più recente. All’interno, settecentesco, numerosi stucchi serpottiani che ornano fantasiosamente le pareti della chiesa, un’acquasantiera del ‘500, una Madonna del Gagini (o di scuola gaginesca) ed un soffitto ligneo a cassettoni del 1758 nel quale è dipinto lo stemma araldico della famiglia Chiaramonte: fu infatti la moglie di Federico Chiaramonte, Marchisia Prefoglio, che consentì, con una donazione, la fondazione del complesso. L’adiacente monastero, o Badia Grande, risalente al 1290, è impreziosito dal magnifico chiostro nel quale spiccano portali gotici: imponente quello a sesto acuto fiancheggiato da bifore, d’ingresso all’Aula Capitolare. All’interno del monastero sono conservati alcuni affreschi dei secoli XVI e XIX. Le suore del monastero preparano prelibati dolcetti di mandorla e pistacchio, secondo una ricetta secolare… ci sacrifichiamo e li assaggiamo!

Abbazia di Santo Spirito

4 – Il Museo Archeologico regionale di Agrigento

Sorge appena fuori dal centro urbano, in contrada S. Nicola, con vista panoramica sulla Collina dei Templi. Illustra la storia di Agrigento antica e del suo territorio, dalla preistoria alla fase di ellenizzazione. Nella sua ricchissima collezione di reperti archeologici spicca il Telamone alto oltre 7 metri, l’Efebo di Agrigento. Accanto al museo la medievale Chiesa di S.Nicola che accoglie il Sarcofago di Fedra (una delle massime espressioni della scultura romana in Sicilia). Il suo rigoglioso giardino ci aspetta per una fresca sosta.

Museo Archeologico

5 – Le lunghissime spiagge di Agrigento

Si estendono per chilometri ad est ed a ovest, da Punta Bianca con un alternarsi di spiagge quasi deserte, fino alla più mondana San Leone, centro nevralgico dell’estate agrigentina. Ce n’è per tutti i gusti e sono tutte fatte da sabbia bianca e finissima.

San Leone – Ph. Giuseppe Di Blasi

6 – La Casa di Pirandello

E’ una casa di campagna di fine Settecento nella contrada Caos, un altopiano a strapiombo sul mare tra ulivi e querce. Le stanze con vista sulla campagna ospitano una vasta collezione di fotografie, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d’autore dedicati a Luigi Pirandello, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. La Casa, spesso, ospita mostre temporanee dedicate al Maestro. Dal 1987 la casa natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello. Nel giardino, fino a pochi anni fa, c’era ancora il pino centenario dove lo scrittore si soffermava a riflettere e comporre. Qui ha voluto che fossero sepolte le sue ceneri. Il pino non c’è più per cause naturali , ma quest’angolo resta ricco di carisma.

Casa di Pirandello

7 – La Sagra del Mandorlo in Fiore

Nel 1934, il Conte Alfonso Gaetani di Naro, cercava un’idea per promuovere i prodotti tipici agrigentini. Una festa che potesse portare le persone direttamente ad Agrigento nel periodo di maggior produzione. Ecco come nacque la Sagra del Mandorlo in Fiore. La festa nei primi tempi era un’esibizione di carri e gruppi folkloristici isolani ma negli anni si è rinnovata, ampliando i suoi confini e invitando anche gruppi di altri Paesi europei. Da questa iniziativa è nato il “Festival Internazionale del Folklore” che, successivamente, si è aperto fino a compagnie provenienti da oltre oceano. Ogni anno, tra febbraio e marzo, la Valle dei Templi vive una settimana di festa e di incontro tra i popoli. Il momento culminante consiste nella suggestiva accensione del tripode dell’amicizia davanti al Tempio della Concordia

Sagra del Mandorlo in fiore

8 – Il Giardino della Kolymbetra

Il Giardino della Kolymbetra è il posto più adatto per sentire e respirare il profumo della macchia mediterranea. Ai tempi di Terone, circa 2500 anni fa, questa piccola valle fu riempita dalle acque che trasudavano dalla roccia circostante e convogliate da un complesso sistema di cunicoli ed ipogei. Al centro c’era un’enorme piscina che diventò presto il sollazzo dei ricchi akragantini e luogo d’incontro per gli abitanti della città. Successivamente venne riempita di terra e divenne un fertilissimo giardino. Dal 1999 quest’area, all’interno della Valle dei Templi poco distante dal tempio dei Dioscuri, è stata affidata al FAI Fondo Ambiente Italiano. E’ un prezioso esempio di macchia mediterranea ricca di piante di agrumi, pistacchi, carrubi, noci, gelsi, melograni che crescono ancora grazie all’antica rete idrica. Spesso qui ci sono manifestazioni, concerti e mostre.

Giardino della Kolymbetra – Ph. FAI

9 – La Scala dei Turchi

La Scala dei Turchi è una bianca falesia che si trova lungo il tratto di mare tra Realmonte e Porto Empedocle (Agrigento). La sua roccia è fatta di marna, tenera, calcarea, argillosa e di un bianco accecante. La natura, da grande artista, ha lavorato questa materia nel tempo, rendendola morbidamente sinuosa con l’aiuto del mare e la brezza salmastra, formando terrazze e smussando ogni angolo.

Scala dei turchi

10 – Alla scoperta del Sicani

E’ tra la Valle del Belìce e i Monti Sicani che si sperimenta il turismo eno-gastronomico relazionale, un nuovo modo di esplorare il territorio attraverso una vera e propria immersione tra odori, sapori e stili di vita degli abitanti del luogo: il turista è coinvolto nelle attività della comunità.

Borgo Santa Rita – Ph. Filippo Drago

Dal Borgo Santa Rita, con il pane bio-tradizionale che produce pane con i grani antichi di Sicilia, al Favara Cultural Park, cibo per la mente. 

Il Borgo Santa Rita, è un nucleo di case immerso nella campagna agrigentina, uno dei tanti luoghi potenzialmente condannati all’abbandono. Ma non per Maurizio Spinello, testa caparbia che nel 1999 decide di restare con la sua famiglia, di rilevare il panificio e di mettersi a vendere il pane (…in un posto abbandonato?). In breve tempo si appassiona al mestiere, sceglie la molitura a pietra, studia le farine antiche, i lieviti, decide di usare solo il forno a legna e produce un pane antico, di quelli che durano anche una settimana. Riesce a venderlo nei paesi vicini, si sparge la voce della bontà incredibile dei suoi prodotti e oggi, assunto all’attenzione internazionale, alcuni sognano di trasferirsi laggiù a lavorare con lui.

FAVARA e il Farm Cultural Park – trasformazione di un quartiere

Una coppia, Florinda e Antonio, un avvocato e un notaio, hanno deciso di cambiar vita realizzando il sogno di trasformare un intero quartiere del centro di Favara, in un vivacissimo cantiere d’arte moderna.

Da questo piccolo centro dell’agrigentino la vibrante energia della coppia, ha prodotto presto dei risultati: numerosi artisti e creativi da tutto il mondo hanno raggiunto Favara per installare le loro opere e decorare gli edifici del luogo.

Farm Cultural Park Favara ph- F. Cavasenna

Farm Cultural Park Favara ph- F. Cavasenna

Adesso il quartiere di Sette Cortili è diventato il primo parco turistico espositivo italiano dove si organizzano frequenti esposizioni ed eventi d’arte. Inoltre è stato inserito da Purple Travel al sesto posto al mondo come meta turistica per gli amanti dell’arte contemporanea.

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SCIACCA

Sciacca: il mare e tanta arte attorno. Proviamo a raccontala. Dal lato orientale l’imponente mole del Monte Kronio con la grotta-cappella del santo eremita San Calogero e accanto le stufe naturali dense di vapore. Verso il centro ci dirigiamo al Castello Incantato – Fondo Bentivegna

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  • Sicily Porto di Sciacca

Le coste di Agrigento dall'elicottero