LUGLIO 2018. 10 mostre da visitare in giro per la Sicilia_07.2018

Ignazio Moncada. Attraverso il colore
> Marsala > Convento del Carmine > dal 1 luglio al 4 novembre 2018

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Nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e di Manifesta 12 – biennale di arte contemporanea in programma nel capoluogo siciliano da giugno a novembre 2018 – l’Archivio Ignazio Moncada presenta un grande progetto dedicato all’artista (Palermo 1932 – Milano 2012) che documenta come, pur operando prevalentemente altrove, il legame con la Sicilia non si sia mai interrotto.

S’intitola “Attraverso Palermo”, parte dal capoluogo e tocca Bagheria e Castelbuono con un itinerario suggestivo tra palazzi storici, castelli medievali e ville nobiliari che custodiscono al loro interno opere o installazioni site-specific realizzate negli anni da Moncada

Un racconto per immagini che ricuce la narrazione della poetica dell’artista attraverso la sua ricca e articolata produzione in Sicilia. “Attraverso Palermo” fa parte dei Collateral Events di Manifesta 12 ed è organizzato dall’Archivio Ignazio Moncada in collaborazione con la Fondazione Sicilia, il Museo Guttuso di Bagheria e il Museo Civico di Castelbuono. Conclude idealmente l’itinerario la mostra al Convento del Carmine di Marsala dal titolo “Ignazio Moncada. Attraverso il colore (23 giugno – 4 novembre 2018), a cura dello storico dell’arte Sergio Troisi.

La mostra Ignazio Moncada Attraverso il colore ripercorre l’intera opera dell’artista siciliano attraverso circa 50 opere, molte delle quali di grande formato, che rendono conto del procedere ciclico di Moncada, in cui ogni fase non si esaurisce ma apre alle successive.

Al progetto “Attraverso Palermo” è dedicato un vademecum cartaceo ispirato al segno grafico di Moncada, al suo sentimento autentico per il colore, all’indole così essenzialmente gioiosa e giocosa di un artista “irrequieto” per indole e per (auto)definizione. Un pieghevole in carta pregiata che, oltre a contenere le istruzioni per l’uso dell’itinerario nei siti d’arte di Palermo, Bagheria e Castelbuono, si trasforma in un modellino 3D della “Stanza dell’Irrequieto” e infine in un manifesto: sul retro infatti è stampato il bozzetto originale del soffitto di Palazzo Branciforte. Il progetto grafico è dello Studio di Architettura Ruggero Moncada.

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Manifesta12
> Palermo > dal 16 giugno al 4 novembre 2018

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Manifesta, la Biennale nomade europea, nasce nei primi anni ’90 in risposta al cambiamento politico, economico e culturale avviatosi alla fine della guerra fredda e con le conseguenti iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale in Europa. Sin dall’inizio, Manifesta si è costantemente evoluta in una piattaforma per il dialogo tra arte e società in Europa, invitando la comunità culturale e artistica a produrre nuove esperienze creative con il contesto in cui si svolge. Manifesta è un progetto culturale site-specific che reinterpreta i rapporti tra cultura e società attraverso un dialogo continuo con l’ambito sociale.
La Città di Palermo è stata selezionata dal comitato di Manifesta per la sua rilevanza su due principali temi che identificano l’Europa contemporanea: migrazione e condizioni climatiche, e sull’impatto che queste questioni hanno sulle nostre città. Le diverse stratificazioni e la fitta storiografia di Palermo – occupata da diverse civiltà e culture con forti legami e connessioni con l’Africa del Nord e il Medioriente negli ultimi 2000 anni – hanno lasciato le loro tracce nella società multiculturale, localizzata nel cuore dell’area mediterranea.
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Evgeny Antufiev – When Art became part of the Landscape
> Palermo > Museo Salinas > dal 1 luglio al 4 novembre 2018

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Il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo, in collaborazione con la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, presenta una mostra personale dell’artista russo Evgeny Antufiev: Evgeny Antufiev. When Art became part of the Landscape. Chapter I

L’esposizione sancisce la collaborazione tra uno dei più prestigiosi musei archeologici dell’area del Mediterraneo e un’importante istituzione culturale privata italiana dedicata al contemporaneo che per prima ha portato l’artista russo in Italia con una grande mostra nel 2013 e che ne continua a sostenere la ricerca.

La mostra a cura di Giusi Diana è stata inserita negli Eventi Collaterali di Manifesta 12 e rappresenta un ideale collegamento con l’ultima edizione di Manifesta 11 tenutasi a Zurigo nel 2016 in cui Antufiev, invitato dal curatore Christian Jankowski, ha presentato una complessa installazione Eternal Garden nella Wasserkirche presso l’Helmhaus e opere al primo piano del Löwenbräukunst.

Il Museo Archeologico Salinas, il più antico dell’Isola, è la più importante istituzione museale pubblica dedicata all’arte greca e punica in Sicilia, e si è da poco aperto al contemporaneo.

In mostra una trentina di opere: dalle sculture in legno intagliato, alle fusioni, alle terracotte, tutte formalmente connesse a iconografie simboliche, rinvenibili nei riti religiosi e pagani delle culture arcaiche. Tra di esse assume particolare rilievo l’iconografia funeraria che Antufiev esplora e ri- anima col suo peculiare sguardo, declinando una “invocata immortalità”, elemento fondante in tutta la sua ricerca artistica.

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Sicilie, Pittura Fiamminga
> Palermo > Palazzo Reale > PROROGATA fino al 31 luglio 2018

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Sicilie, Pittura Fiamminga. Palermo. Palazzo Reale. > dal 1 Aprile al 28 Maggio 2018

La mostra, promossa dalla Fondazione Federico II e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, presenta una selezione significativa di importanti dipinti fiamminghi provenienti da collezioni pubbliche e private della Sicilia. Il pregevole patrimonio qui raccolto si inquadra in un ampio arco cronologico che va dal tardo Quattrocento al Seicento. Il percorso espositivo si articola attraverso due nuclei tematici strettamente connessi fra loro: da un lato le opere pervenute in Sicilia attraverso i molteplici percorsi del collezionismo e della committenza artistica, dall’altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, attivi e pienamente inseriti nel tessuto storico-sociale siciliano già a partire dagli anni centrali del Cinquecento.

L’esposizione ha una protagonista assoluta, un’opera che si svela al pubblico, dopo un silenzio durato trentadue anni: Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La martire è raffigurata su una tavoletta, in legno di quercia (XXI – XXVIII), e faceva parte insieme all’altra tavoletta di San Rocco di un trittico da devozione. L’autore è un pittore ignoto fiammingo per un’ovvia ragione: la parte centrale del trittico risulta dispersa ed è, quindi, impossibile risalire con certezza alla mano.

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Genio della dimensione | Gino De Dominicis
> Palermo > Palazzo Riso > dal 1 luglio al 26 agosto 2018

“GDD – GENIO DELLA DIMENSIONE” DI GINO DE DOMINICISIl Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, presenta la mostra “GDD –  Genio della dimensione” dedicata a Gino De Dominicis. La mostra, curata da Vittorio Sgarbi, rappresenta l’occasione di poter vedere un’antologia di opere tra le più rilevanti del grande artista. L’iniziativa del Polo Museale si inserisce nel calendario degli eventi culturali promossi da Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e della celebrazione del ventennale della scomparsa dell’artista, celebrando l’omaggio al paradosso della scomparsa di un immortale.

Il Museo Riso ospiterà 60 opere pittoriche e grafiche dagli anni ’80 alla fine degli anni ’90. Tra queste sarà esposta per la prima volta un’opera di De Dominicis proveniente da collezione privata siciliana, seguendo un percorso coerente dal punto di vista stilistico e concettuale, concentrato sui temi mitologici e dell’immortalità.

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Alexander Rodchenko – Revolution in Photography
> Palermo > Real Albergo dei Poveri > dal 18 giugno al 23 settembre 2018

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È il 1928 e tutto comincia da una Leica: Alexander Rodchenko ha 37 anni ed è fermamente convinto che tutto dipende dall’angolazione. È l’unico modo per bilanciare l’immagine piatta e consolidata di una società, quella russa, che tende a massificare ogni sospiro. Rodchenko nel suo campo è stato un rivoluzionario: abbandonata la pittura – ma sarà un amore corrisposto fino alla fine – si dedica alla fotografia e rivoluziona l’immagine facendola divenire la rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche. La base è il rapporto documentario con la realtà, ma sono lo sguardo e l’obiettivo ad essere diversi, visto che riescono a cogliere istantaneamente le sensazioni dell’uomo moderno.

A Palermo,  Capitale italiana della Cultura 2018, una selezione di 150 fotografie di Rodchenko, dai negativi originali degli anni Venti e Trenta.

Ricordato come “il padre della fotografia sovietica”, Rodchenko dà forma a uno stile e a un linguaggio visivo del tutto unici: nasce con lui il “Metodo Rodchenko” che gioca con composizioni in diagonale, prospettive scorciate, punti di ripresa insoliti dal basso verso l’alto e viceversa. Un dettaglio ingrandito racconta più di un personaggio, il particolare di un’architettura, narra una città in movimento.

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Toulouse-Lautrec. La ville lumiere
> Catania > Palazzo della Cultura > PROROGATA fino al 9 settembre 2018

Toulouse - Lautrec: La Ville Lumiere

Toulouse-Lautrec. La ville lumiere. Palazzo della Cultura. Catania > fino al 3 giugno 2018

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Escher, dal 7 febbraio Arthemisia torna a Palazzo della Cultura di Catania con una mostra che celebra – attraverso 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene – il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle Époque: Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901).

Parigi, fine Ottocento: la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. É questo l’accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un’epoca rimanendo ben impressi nell’immaginario collettivo.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne, riportando i visitatori indietro nel tempo.

Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

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I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico
> Catania > Museo Civico del Castello Ursino > PROROGATA fino al 30 settembre 2018

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“La caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative”. Così Vittorio Sgarbi descrive il mistero del collezionismo: “l’interesse per ciò che non c’è”. Da qui l’idea della grande mostra “I Tesori nascosti. Da Giotto a De Chirico” che approda nei prestigiosi spazi museali del Museo Civico del Castello Ursino a Catania.

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Frida Kahlo La Rivoluzionaria
> Noto > Convitto delle Arti > dal 3 luglio al 30 ottobre 2018

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Il Convitto delle Arti – Noto Museum ospita fino al 30 ottobre la mostra “Frida Kahlo La Rivoluzionaria”, che raccoglie 80 fotografie della grande artista messicana (a cura di Vincenzo Sanfo) e l’omaggio di 20 artisti siciliani che hanno voluto realizzare una loro opera ispirandosi alla vita e alle passioni della grande pittrice.
Gli scatti, realizzati dai più grandi fotografi del tempo, portano in evidenza alcuni momenti della sua esistenza, sospesa tra vicende che hanno influenzato non solo la sua pittura, ma anche il suo modo di concepire la vita. Tra tormenti e passioni che hanno ormai travalicato la storia dell’arte, per entrare nel mito.
Frida Kahlo, come Marilyn Monroe, è un personaggio che non lascia indifferenti e che si autoreplica attraverso l’immaginario collettivo il quale trova, nelle sue vicende artistiche, ma ancor più nelle sue vicende umane, una forza esistenziale che supera ogni difficoltà e non si arrende di fronte ai fatti, anche tragici della vita.

Amori, dolori, politica, creatività e ricerca di una propria serenità interiore, portano in evidenza la personalità di un artista, ma ancor più di una donna, che è divenuta il simbolo della forza e della indipendenza di tutte le donne.
In queste immagini che colgono Frida Kahlo nei suoi momenti, privati e pubblici, si ritrova tutta la vicenda umana e la passionalità di una protagonista indiscussa del ventesimo secolo appena trascorso.
In mostra, 80 immagini di alcuni tra i grandi protagonisti della fotografia mondiale, amici e compagni di vita di Frida Kahlo, da Gisele Freund a Leo Matiz, Edward Weston, Lola e Manuel Alvarez Bravo, Imoghen Cunningham, Nicolas Muray e molti altri.

I fotografi presenti in mostra: Florence Arquin, Lola Alvarez Bravo, Manuel Alvarez Bravo, Fritz Bach, Lucienne Bloch, Imogen Cunningham, Guillermo Dávila, Gisèle Freund, Héctor García, Juan Guzmán, Fritz Henle, Antonio Kahlo, Guillermo Kahlo,  Emmy Lou Packard, Leo Matiz, Nickolas Muray, Victor Reyes, Diego Rivera, Sylvia Salmi, Bernard Silberstein, Carl Van Vechten, Edward Weston.

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Jan Fabre – Ecstasy & Oracles
> Monreale | Agrigento > dal 7 luglio al 5 novembre 2018

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Nell’anno di Palermo Capitale italiana della cultura, la città ospiterà numerosi eventi culturali e in questo virtuoso scenario si incastona anche un grande progetto che vede coinvolto il Maestro fiammingo Jan Fabre.

Oltre alla mostra che si terrà ad Agrigento, all’interno del Parco della Valle dei templi, del Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”e in luoghi pubblici nella città da maggio a ottobre 2018, Fabre rientra in un progetto più ampio che comprende anche lo splendido complesso benedettino di Monreale (Palermo), in un’ottica condivisa di valorizzazione che crea percorsi di visita inediti e uniti tematicamente dall’idea dell’artista e delle curatrici Joanna De Vos e Melania Rossi.

Lo scarabeo, antico simbolo di metamorfosi e uno dei primi alter-ego dell’artista Jan Fabre, il coleottero di Anversa, è elemento centrale della mostra a Monreale.
Piccoli bronzi rappresentano la ricerca vitale dell’artista e la scultura in bronzo a grandezza naturale, L’uomo che porta la croce, pone in equilibrio i limiti della fede. Grandi mosaici realizzati con ali-gioiello di coleottero esplorano il ciclo eterno di vita e morte. In mostra per la prima volta in Europa.

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