MAGGIO 2018. 10 mostre da visitare in giro per la Sicilia_05.2018

Nudes, Spencer Tunick. ZAC. Cantieri Culturali alla Zisa. Palermo > dal 13 aprile al 2 giugno 2018

Nudes, la prima antologica di Spencer Tunick

Nudes, Spencer Tunick. ZAC. Cantieri Culturali alla Zisa. Palermo > dal 13 aprile al 2 giugno 2018

Nudi. Centinaia e migliaia. Volontari che accorrono per partecipare ad ogni suo progetto. Spencer Tunick racconta così il paesaggio, livellando la bellezza dei corpi, rendendo uguale uno agli altri. Sarà Palermo – Capitale Italiana della Cultura 2018 ad ospitare “Nudes”, l’antologica del fotografo americano che raccoglierà, per la prima volta, scatti realizzati in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi, dall’Australia a Brooklyn.

La mostra di Spencer Tunick si inaugurerà – alla presenza dell’artista – venerdì 13 aprile alle 18 allo ZAC, il padiglione dedicato all’arte contemporanea nei Cantieri Culturali alla Zisa, dove resterà fino al 2 giugno. Le foto saranno stampate su 14 teli di grande formato, 3 metri per lato, per offrire ai visitatori una sensazione di completa immersione negli scatti. In mostra anche 54 altre immagini di formato più ridotto. Con le immagini, in questa antologica, giungeranno i video che raccontano il lavoro dietro le quinte che conduce alla realizzazione di ogni immagine.

La mostra, curata da Gerald Matt, è un progetto sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, dalla Gam/Galleria d’Arte Moderna.

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Robert Capa Retrospective. Real Albergo dei Poveri. Palermo > dal 25 aprile al 9 settembre 2018

ITALY. Near Troina. August 4-5, 1943. Sicilian peasant telling an American officer which way the Germans had gone. Didascalia © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

Contadino siciliano indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943 © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

La mostra “Robert Capa Retrospective”, dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos, giunge a Palermo presso il Real Albergo dei Poveri, dal 25 aprile al 9 settembre 2018. La rassegna è promossa dall’Assessorato Regionale ai beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos, e la Casa dei Tre Oci.

Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913-Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insie­me alla compagna Gerda Taro.

Il progetto curatoriale di Denis Curti, fa fede alla mostra originariamente curata da Richard Whelan. La rassegna, presenta 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare. «Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra regi­strando singoli gesti ed espressioni del viso. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa “sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino».

L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954. La mostra si conclude con una sezione dedicata ai Ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951.

La mostra comprende una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia. Il fotografo era giunto qui nel luglio del 1943 imbarcato su una nave che portava rifornimenti e fungeva da copertura per l’avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Le truppe americane spingevano verso Palermo, dove trovarono ad accoglierle la popolazione esultante per la fine dell’occupazione tedesca.

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Sicilie, Pittura Fiamminga. Palermo. Palazzo Reale. > dal 1 Aprile al 31 luglio 2018

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Sicilie, Pittura Fiamminga. Palermo. Palazzo Reale. > dal 1 Aprile al 28 Maggio 2018

La mostra, promossa dalla Fondazione Federico II e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, presenta una selezione significativa di importanti dipinti fiamminghi provenienti da collezioni pubbliche e private della Sicilia. Il pregevole patrimonio qui raccolto si inquadra in un ampio arco cronologico che va dal tardo Quattrocento al Seicento. Il percorso espositivo si articola attraverso due nuclei tematici strettamente connessi fra loro: da un lato le opere pervenute in Sicilia attraverso i molteplici percorsi del collezionismo e della committenza artistica, dall’altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, attivi e pienamente inseriti nel tessuto storico-sociale siciliano già a partire dagli anni centrali del Cinquecento.

L’esposizione ha una protagonista assoluta, un’opera che si svela al pubblico, dopo un silenzio durato trentadue anni: Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La martire è raffigurata su una tavoletta, in legno di quercia (XXI – XXVIII), e faceva parte insieme all’altra tavoletta di San Rocco di un trittico da devozione. L’autore è un pittore ignoto fiammingo per un’ovvia ragione: la parte centrale del trittico risulta dispersa ed è, quindi, impossibile risalire con certezza alla mano.

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Same same but different. Museo Civico. Castelbuono > dal 6 maggio al 22 luglio 2018

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Same same but different nata dalla collaborazione tra due istituzioni che si trovano rispettivamente nelle regioni più a nord e più a sud d’Italia, Merano Arte e il Museo Civico di Castelbuono (Palermo), e indaga insieme a un gruppo di artisti (tre per ciascuna regione) l’attuale situazione, le condizioni di vita e di produzione artistica in Sicilia e in Alto Adige.

Claudia Barcheri, artista di Brunico attiva a Monaco, realizza un gruppo di lavori a partire dal logo sul retro dei documenti “Repubblica Italiana”, scelto per il suo riferimento ai temi dell’appartenenza, dell’identità ma anche a una dimensione autobiografica; per Same same but different l’artista ricostruirà il logo con dei materiali plastici lavorati come dei rilievi, che metterà in dialogo con gli spazi espositivi dei due musei.
Ingrid Hora, nata a Bolzano, vive e lavora a Berlino, propone un lavoro in cui elementi folcloristici, storici e sociali sono trasposti in rappresentazioni visuali e performance, riallacciandosi alla figura tradizionale altoatesina delle “mungitrici” e all’attuale adozione a Castelbuono di asinelle, anch’esse legate alla civiltà contadina, per la raccolta differenziata porta a porta.
Loredana Longo, catanese attiva a Milano, si interroga attraverso il lavoro appositamente pensato per la mostra “NOI/LORO, LORO/NOI” sull’alterità, sulla contrapposizione costantemente presente tra un “noi” e un “loro” che implica una differenza, sia di carattere geografico, sociale, politico, di genere o anagrafico.
Christian Martinelli, fotografo e reporter nato a Merano, di origini sarde e trentine, al momento attivo tra Innsbruck e Merano, proporrà un progetto che l’ha visto percorrere tutte le coste italiane con una gigantesca macchina fotografica di alluminio creata da lui stesso. La serie di immagini ottenute con questo procedimento ci restituisce una visione dei confini non tanto in qualità di luoghi geografici ma piuttosto come impressioni poetiche e quasi astratte.
Lo scultore palermitano Ignazio Mortellaro proporrà una riflessione sul concetto di misurazione, a partire dal recupero di sistemi precedenti all’importazione del sistema metrico e strettamente legati al corpo (la lunghezza del braccio, del passo, del palmo…) e differenti in ogni regione. Egli indaga così, considerando la standardizzazione dei sistemi di misurazione come esito dell’unità d’Italia, i significati di unità e unificazione.
Studio++, collettivo artistico di base a Firenze, propone invece una declinazione di un progetto nato come opera web, immateriale: Navigare è infatti una ripresa in diretta dalla prua di una nave da crociera intercontinentale, catturata da una web-cam e diffusa su internet. L’opera, che intende proporre una riflessione sulla navigazione come strumento e metafora di conoscenza, si “materializza” per la prima volta all’interno di in un contesto museale.

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Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia. Villa Zito. Palermo > dal 17 febbraio al 24 giugno 2018

Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia villa zito palermo

Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia

Dal 17 febbraio a Palermo la Fondazione Sicilia presenta a Villa Zito Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia, una mostra curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione Longhi, e dedicata ai pittori che hanno operato nell’Italia centromeridionale nel Seicento e nel primo Settecento e in particolare ai numerosi artisti che chiamiamo “caravaggeschi”.
La maggior parte delle opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito  di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano, oltre che uno straordinario collezionista.
Alla pittura del Caravaggio e ai suoi seguaci Longhi ha dedicato una vita di studi, in quanto seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Caravaggio, così da intenderlo come “il primo pittore dell’età moderna”.
Nella sua dimora fiorentina – villa Il Tasso – oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, Longhi raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo più importante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere dei pittori caravaggeschi, oltre al Ragazzo morso da un ramarro dello stesso Merisi, da lui acquistato nel 1928 e da cui ha tratto un magnifico disegno a carboncino, firmato e datato 1930. Il disegno viene esposto nella sezione introduttiva della mostra, che poi presenta più di 30 dipinti dei seguaci di Caravaggio e di altri artisti attivi nell’Italia del Sud, che offrono una efficace esemplificazione degli orientamenti e degli obiettivi promossi e stimolati dalle opere del Merisi e del significato storico della sua pittura.
In mostra i capolavori di Valentin de Boulogne, Jusepe de Ribera Battistello Caracciolo, Giovanni Lanfranco, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, Matthias Stom, Alessio D’Elia, Gaspare Traversi e di molti altri importanti artisti.
Nel percorso espositivo sono infine presentate  quattro opere di alto valore artistico appartenenti alla Fondazione Sicilia: due grandi tele di Luca Giordano e altre due rispettivamente di Mattia Preti e Francesco Solimena che si accostano alle tele degli stessi artisti presenti nella collezione Longhi.

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Toulouse-Lautrec. La ville lumiere. Palazzo della Cultura. Catania > PROROGATA fino al 9 settembre 2018

Toulouse - Lautrec: La Ville Lumiere

Toulouse-Lautrec. La ville lumiere. Palazzo della Cultura. Catania > fino al 3 giugno 2018

 

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Escher, dal 7 febbraio Arthemisia torna a Palazzo della Cultura di Catania con una mostra che celebra – attraverso 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene – il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle Époque: Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901).
Parigi, fine Ottocento: la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. É questo l’accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un’epoca rimanendo ben impressi nell’immaginario collettivo.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne, riportando i visitatori indietro nel tempo.
Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

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L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori. Palermo. GAM Galleria d’arte moderna > dal 24 marzo al 2 settembre 2018

L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori  palermo gam

L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori. Siracusa mia! 1919

 

Alla GAM dal 24 marzo al 2 settembre 2018, vengono esposte circa sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern.
La mostra si inserisce nel programma di Palermo 2018 Capitale italiana della cultura.

Il titolo della mostra è tratto da una considerazione di Trombadori che per intero recita: ”Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte moderna come è anche antica, solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità…”, un pensiero che, chiarendo quali siano le aspirazioni dell’artista, ne spiegano anche il proprio coerente percorso pittorico.

Dopo più di dieci anni, dall’ultima mostra monografica tenuta a Siracusa, la Sicilia torna ad ospitare l’opera di Francesco Trombadori. Siracusano di nascita, Trombadori dal primo dopoguerra visse a Roma, tuttavia non dimenticò mai la terra natia, come giustamente notava Leonardo Sciascia: “la pittura di Trombadori è ineffabilmente, segretamente intrisa del suo nascere a Siracusa, degli anni dell’infanzia e della prima giovinezza che vi ha passato, del suo esserci anche standone lontano”.
Ogni sezione della mostra è corredata dal ricco patrimonio documentario proveniente dall’Archivio dell’Artista a Villa Strohl-Fern, oggi Casa Museo, con cui si intende illustrare anche l’importante attività di critico che Trombadori svolse, dagli anni Venti, scrivendo per diverse testate nazionali.

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Il Pane è il ciclo della vita…1998 un dono d’amore 2018… Palazzo Bongiorno. Gangi. > dal 24 marzo al 30 agosto 2018

"Età della falce", Giambecchina mostra gangi

“Età della falce”, olio su tela (1976)

“Il Pane è il ciclo della vita…1998 un dono d’amore 2018…” è il titolo della mostra del maestro Gianbecchina, organizzata dal Comune e dall’Istituzione Gianbecchina del Borgo madonita, che raccoglie diciotto dipinti e alcuni studi e disegni inediti relativi al ciclo del pane che vanno dagli anni Cinquanta agli Ottanta.

Il pittore sambucese, scomparso a luglio del 2001, aveva già donato nel 1998 a Gangi novantasei delle sue opere, un patrimonio prezioso custodito all’interno dell’Istituzione che porta il suo nome. E per celebrare i vent’anni dalla donazione la comunità gangitana ha voluto mettere in esposizione altri dipinti e i lavori propedeutici relativi al ciclo del pane.

La civiltà contadina per Gianbecchina ha avuto un posto centrale nelle sue opere, volti, mani, terra e fatica sono stati i pilastri portanti del suo amore per la Sicilia agricola. Una sorta di precursore dei tempi visto che oggi la nuova economia dell’isola punta proprio sulla tradizione e cioè sul ritorno alla terra.

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Picasso è Noto Convitto delle Arti. Noto > dal 28 marzo al 30 ottobre 2018

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Pablo Picasso, Toros y Toreros, 1961 43 litografie a colori e in bianco e nero, 277 x 380 mm. Parigi

Le sue passioni più grandi furono il circo, il teatro, la tauromachia e, naturalmente, le donne. Presenze che hanno costituito lungo tutta la carriera di Pablo Picasso gli argomenti di ricerca portante della complessa cifra stilistica.
La mostra ripercorre l’universo dell’artista che, come pochi nel Novecento, ha saputo trattare, con il suo poliedrico genio e ai livelli più alti, tutte le tecniche ascrivibili al mondo dell’arte, mettendosi in gioco e sperimentando fino alla vecchiaia.Picasso è Noto è un viaggio attraverso oltre 200 opere – tra oli, guache, disegni – nel complesso universo del maestro, dai teatranti e i saltimbanchi del circo – amati sin dagli inizi della sua vita parigina insieme all’amico George Gershwin – al combattimento tra tori, una delle sue passioni più grandi.Accanto al tema della politica e alle nature morte non mancano le donne. Ed ecco Deux Femmes, espressione di sensualità e femminilità, o anche La Célestine (1971) – 68 incisioni acquaforte e acquatinta – e ancora Tauromachia del 1959, 27 opere acquatinta allo zucchero e puntasecca.

Ma è nella ceramica che si concentra tutta la forza della fantasia creatrice di Picasso, in un momento particolarmente felice della sua esistenza, quando l’artista, terminato l’incubo della seconda guerra mondiale, inizia una sperimentazione che lo accompagna per il resto della vita, intrecciandosi indissolubilmente con i lavori su tela, le sculture, la grafica.
Momenti della corrida, ma anche pesci, uccelli, gufi, civette, cavalli affollano la sezione “Bestiario”, mentre le opere realizzate nei primi anni di attività, dal 1947 al 1955, cedono il posto al periodo di Cannes (1955), che segna l’inizio di una nuova stagione della sua arte caratterizzata soprattutto da murali in ceramica, piatti tondi noti come plats espagnols e mattonelle con scene di baccanali.

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Bias, l’arte contemporanea incontra le religioni. Palermo > dal 14 aprile al 14 settembre 2018

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Bias, l’arte contemporanea incontra le religioni. Palermo > dal 14 aprile al 14 settembre 2018

Bias, l’arte contemporanea incontra le religioni. “La Porta” come luogo di passaggio che unisce il finito e l’infinito ma anche arte antica e contemporanea e i Paesi del Mediterraneo. E’ questo il tema della seconda edizione di BIAS, la biennale di arte contemporanea sacra legata alla spiritualità dell’artista e rivolta a tutte le religioni dell’umanità, nata da una visione dell’artista Rosa Mundi e curata da Wish (World International Sicilian Heritage ) con Chiara Donà delle Rose. Un’edizione che avrà come cuore Palermo Capitale italiana della Cultura 2018 lungo il Cassaro e padiglioni diffusi anche sul resto del territorio siciliano, in Egitto e Israele. Saranno gli artisti a dare vita ai vari Padiglioni: della filosofia, scientifico darwiniano, delle religioni perdute. Ed ancora: delle religioni indù, buddista, taoista, delle religioni africane, del pensiero esoterico e del pensiero abramitico (che racchiude ebrei, cristiani, maroniti, ortodossi, protestanti e islamici).

Un evento transnazionale che coinvolgerà 115 artisti, 22 luoghi in Sicilia, 3 luoghi in Egitto e 2 in Israele. Il via sabato 14 aprile 2018 alle ore 18:00 con il vernissage a Palazzo Belmonte Riso, sede del Polo Museale di Arte Contemporanea e il Concerto di Inaugurazione nella Cattedrale di Palermo (alle 20,00). Alle 21,30, invece, si svolgerà la processione dell’agenzia delle Nazioni unite per i Rifugiati (UNHCR) dalla Cattedrale a Via Maqueda all’Oratorio Quarone sede di uno dei padiglioni abramitici di BIAS 2018.

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