MARZO 2018. 10 mostre da visitare in giro per la Sicilia_03.2018

Il ritorno del ritratto di Donna Franca Florio. Villa Zito. Palermo > dal 16 marzo al 20 maggio 2018

Il ritorno di donna franca florio

Il ritorno di donna franca florio – Palermo – Villa Zito

Dopo alterne vicende, il celebre Ritratto di Donna Franca Florio, eseguito da Giovanni Boldini e simbolo della Belle époque, torna nella sua città, a Villa Zito, in occasione delle iniziative di Palermo Capitale della Cultura 2018.

“Il ritorno del capolavoro di Boldini ha un forte valore simbolico – dice Raffaele Bonsignore, presidente di Fondazione Sicilia – non solo perché coincide con questo anno di rinascita, ma anche perché rappresenta l’abbraccio della città a una donna straordinaria e mai dimenticata come Franca Florio, che abbiamo voluto celebrare anche attraverso una serie di iniziative collaterali. Ci rende particolarmente orgogliosi, peraltro, il fatto che le ricerche preparatorie per la mostra siano state raccolte in un volume di Electa, il primo libro dedicato ad una sola opera di Boldini”.
“La mostra – spiega il curatore, Matteo Smolizza – risolve un mistero durato oltre 100 anni: la tela oggi esposta è infatti l’unico ritratto boldiniano di donna Franca Florio, terminato nel 1924 e sotto il quale giacciono la prima stesura, realizzata dal pittore a Palermo nel 1901, in cui Donna Franca appare in piena e quasi impersonale eleganza, e una intermedia databile intorno alla I Guerra Mondiale, che la rappresenta invece con accentuata sensualità e che – a lungo ritenuta prima versione dell’opera – ha dato il via a una serie d’interpretazioni maliziose sulla gelosia di don Ignazio Florio e sul rapporto con Boldini.”

INFO

La Scuola di Palermo. Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco e Fulvio Di Piazza. Palazzo Riso. Palermo > dal 22 marzo al 25 aprile 2018

la scuola di palermo palazzo riso troisi

Il Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, presenta la mostra “La Scuola di Palermo” degli artisti: Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco e Fulvio Di Piazza, curata da Sergio Troisi, con la collaborazione di Alessandro Pinto, negli spazi di Palazzo Belmonte Riso.

Palermo, fondale e ossessione, scenario da “day after” e risacca quotidiana, emblema – nelle sue contraddizioni – di tutte le periferie del mondo, è l’attrice del mutante orizzonte storico contemporaneo riunito a Riso, dal 22 marzo al 25 aprile, con “La Scuola di Palermo”.

Sotto osservazione è la produzione dei quattro artisti – Alessandro Bazan (1966), Francesco De Grandi (1968), Andrea Di Marco (1970 – 2012), e Fulvio Di Piazza (1969) – riuniti nell’insolito sodalizio artistico definito appunto “Scuola di Palermo” e divenuto componente importante della scena artistica italiana tra gli anni Novanta e il Duemila.

Un’operazione inedita che per la prima volta mette a fuoco e rilegge in chiave critica – anche grazie a numerosi apparati in catalogo – questa stagione felice dell’arte contemporanea in Sicilia che ha visto il ritorno alla pittura come linguaggio d’elezione di una generazione di artisti.

“Il Polo museale regionale del Contemporaneo -dichiara la Direttrice, Valeria Patrizia Li Vigni-ritiene importante la realizzazione di questa mostra in quanto rappresenta un approfondimento esaustivo dell’esperienza di Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco e Fulvio Di Piazza, artisti che, inizialmente uniti dagli studi fatti al Liceo Artistico, successivamente hanno intrapreso personali percorsi accademici e lavorativi, tra Urbino e Milano, per ritrovarsi nuovamente a Palermo, in occasione della realizzazione della mostra del 2001 ai Cantieri Culturali della Zisa. E’ in questa occasione che per la prima volta i critici usano il termine di Scuola di Palermo. Successivamente li ritroviamo nel 2013, in una mostra realizzata al Kunstverein di Düsseldorf, legata ai percorsi di Goethe.

Bazan, De Grandi, Di Marco e Di Piazza, che fanno parte del nostro Archivio SACS dal 2008, sono riconosciuti per l’importanza dei loro lavori presenti in importanti collezioni, tra cui la collezione permanente del Museo Riso”.

Spiega Sergio Troisi: “Costituitasi in un momento in cui la fase del ritorno alla pittura declinava in favore di un diverso orizzonte di proposte concettuali e di nuovi media, la Scuola di Palermo ha individuato il punto di convergenza e irradiazione dei quattro percorsi nell’idea stessa della pittura, della sua materia e della sua stratificata memoria, come luogo di esplorazione del sentimento contemporanee. La stessa pratica di ibridazioni figurative – il cinema, l’illustrazione, il fumetto o la fotografia – con cui le loro opere sono state spesso lette, erano in realtà altrettanti sondaggi sulla pittura, sulla sua vitalità inesausta, sul suo stratificato e inesauribile serbatoio di immagini e di processi”.

L’allestimento prevede così un continuo gioco di dialoghi, confronti e contrappunti in cui la figurazione di un universo futuribile e metamorfico di Di Piazza, le periferie e i sospesi e melanconici frame quotidiani di Di Marco, gli allarmati, inquieti e fantastici scenari urbani e paesaggistici di De Grandi e la divagante affabulazione figurale imbastita da Bazan compongono un mosaico aperto il cui centro è la geografia immaginativa del nostro tempo.

INFO

Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia. Villa Zito. Palermo > dal 17 febbraio al 10 giugno 2018

Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia villa zito palermo

Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia

Dal 17 febbraio a Palermo la Fondazione Sicilia presenta a Villa Zito Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia, una mostra curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione Longhi, e dedicata ai pittori che hanno operato nell’Italia centromeridionale nel Seicento e nel primo Settecento e in particolare ai numerosi artisti che chiamiamo “caravaggeschi”.
La maggior parte delle opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito  di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano, oltre che uno straordinario collezionista.
Alla pittura del Caravaggio e ai suoi seguaci Longhi ha dedicato una vita di studi, in quanto seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Caravaggio, così da intenderlo come “il primo pittore dell’età moderna”.
Nella sua dimora fiorentina – villa Il Tasso – oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, Longhi raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo più importante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere dei pittori caravaggeschi, oltre al Ragazzo morso da un ramarro dello stesso Merisi, da lui acquistato nel 1928 e da cui ha tratto un magnifico disegno a carboncino, firmato e datato 1930. Il disegno viene esposto nella sezione introduttiva della mostra, che poi presenta più di 30 dipinti dei seguaci di Caravaggio e di altri artisti attivi nell’Italia del Sud, che offrono una efficace esemplificazione degli orientamenti e degli obiettivi promossi e stimolati dalle opere del Merisi e del significato storico della sua pittura.
In mostra i capolavori di Valentin de Boulogne, Jusepe de Ribera Battistello Caracciolo, Giovanni Lanfranco, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, Matthias Stom, Alessio D’Elia, Gaspare Traversi e di molti altri importanti artisti.
Nel percorso espositivo sono infine presentate  quattro opere di alto valore artistico appartenenti alla Fondazione Sicilia: due grandi tele di Luca Giordano e altre due rispettivamente di Mattia Preti e Francesco Solimena che si accostano alle tele degli stessi artisti presenti nella collezione Longhi.

INFO

Toulouse-Lautrec. La ville lumiere. Palazzo della Cultura. Catania > fino al 3 giugno 2018

Toulouse - Lautrec: La Ville Lumiere

 

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Escher, dal 7 febbraio Arthemisia torna a Palazzo della Cultura di Catania con una mostra che celebra – attraverso 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene – il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle Époque: Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901).
Parigi, fine Ottocento: la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. É questo l’accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un’epoca rimanendo ben impressi nell’immaginario collettivo.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne, riportando i visitatori indietro nel tempo.
Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

INFO

Alfonso Leto – Opere Scelte. 1977-2017. Palazzo Sant’Elia. Palermo > dal 24 marzo al 29 aprile 2018

Alfonso Leto – Opere Scelte. 1977-2017 palermo sant'elia

Alfonso Leto – Opere Scelte. 1977-2017 – Palermo Palazzo Sant’Elia

 

Alfonso Leto, Opere scelte 1977-2018” è un progetto della Fondazione Orestiadi, in collaborazione con Fondazione Sant’Elia, che porta la firma autorevole di Marco Meneguzzo, docente dell’Accademia di Brera a Milano e autore di un articolato e documentato percorso di studi sugli artisti siciliani del secondo Novecento. La mostra di Leto fa parte del grande cartellone di Palermo Capitale della Cultura 2018.

Disegni, pitture, combine-painting, mezzi extra-artistici, oggettuali e d’uso concettuale: l’intero alfabeto espressivo di Alfonso Leto, quello declinato e composto nell’arco creativo di quarant’anni di attività, è di scena al Sant’Elia per raccontare la versatilità e la ricchezza di tecniche e mezzi espressivi delle quali la pittura è mezzo d’elezione. Un’indagine, quella curata da Meneguzzo, che partendo da un’inquadratura storica, consegna alle nuove generazioni una visione d’insieme, complessa ed eterogenea, all’interno di un percorso che – anche quando ricorre ad altri mezzi espressivi – resta comunque fedele a se stesso. Memoria del passato e senso del futuro, in Alfonso Leto, tessono la trama di un continuum sempre vivificato da una tensione a procedere che si rivela un presente ancora gravido di originalità e tensione creativa.

“Alfonso Leto – spiega in catalogo il curatore, Marco Meneguzzo – è uno scanner vivente. Un analista del reale, di tutto ciò che capita entro il suo raggio d’interesse (si badi, non nel suo raggio d’azione, e neppure nel suo raggio visivo), e che viene elaborato secondo codici autogeneranti e autogeneratisi. I codici, ancor più dei linguaggi, cambiano abbastanza rapidamente nel corso degli anni, ma lo scopo è sempre lo stesso: la codifica del reale secondo parametri intellegibili. Di fatto, questo è il compito dell’intellettuale, e difatti Leto è prima di tutto un intellettuale, poi un artista, perché dall’arte ha mutuato i suoi codici di riferimento e comunicativi”.

Originario di Santo Stefano di Quisquina, nell’agrigentino, dove vive e lavora, Alfonso Leto viene identificato spesso con l’etichetta di artista eclettico, surrealista, psichedelico. Definizione che rimanda agli anni Settanta e Sessanta. Leto non rinnega: “Per molti di noi – spiega – questa pittura fantastica era l’unica via d’uscita dalla “vulgata” guttusiana, dalla Guttuso-connection che aveva occupato la sensibilità siciliana, e con essa le gallerie e il mercato. Accanto a questo, come punto di riferimento avevamo – avevo – un legame forte con una figura storica del Gruppo 63, Gaetano Testa, che è stato per me un maestro. Grazie a lui ho compreso che il “centro” è dove noi siamo, e da lì dobbiamo agire, stabilendo un sistema di comunicazione col luogo e dal luogo in cui vivi e da cui teorizzi il tuo linguaggio e in cui agisci le tue relazioni umane”.

Alla mostra a Palazzo Sant’Elia è dedicato un catalogo edito da Fondazione Orestiadi.

INFO

L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori. Palermo. GAM Galleria d’arte moderna > dal 24 marzo al 2 settembre 2018

L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori  palermo gam

L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori. Siracusa mia! 1919

 

Alla GAM dal 24 marzo al 2 settembre 2018, vengono esposte circa sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern.
La mostra si inserisce nel programma di Palermo 2018 Capitale italiana della cultura.

Il titolo della mostra è tratto da una considerazione di Trombadori che per intero recita: ”Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte moderna come è anche antica, solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità…”, un pensiero che, chiarendo quali siano le aspirazioni dell’artista, ne spiegano anche il proprio coerente percorso pittorico.

Dopo più di dieci anni, dall’ultima mostra monografica tenuta a Siracusa, la Sicilia torna ad ospitare l’opera di Francesco Trombadori. Siracusano di nascita, Trombadori dal primo dopoguerra visse a Roma, tuttavia non dimenticò mai la terra natia, come giustamente notava Leonardo Sciascia: “la pittura di Trombadori è ineffabilmente, segretamente intrisa del suo nascere a Siracusa, degli anni dell’infanzia e della prima giovinezza che vi ha passato, del suo esserci anche standone lontano”.
Ogni sezione della mostra è corredata dal ricco patrimonio documentario proveniente dall’Archivio dell’Artista a Villa Strohl-Fern, oggi Casa Museo, con cui si intende illustrare anche l’importante attività di critico che Trombadori svolse, dagli anni Venti, scrivendo per diverse testate nazionali.

INFO

Nautilus, Viaggio tra rotte immaginarie. Palermo. Palazzo Riso > dal 17 Marzo al 3 Aprile 2018

Nautilus, Viaggio tra rotte immaginarie Palermo – Museo RISO

Nautilus, Viaggio tra rotte immaginarie. Palermo

Il Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, presenta la mostra dell’artista Concetta De Pasquale dal titolo Nautilus – Viaggio tra rotte immaginarie curata da Francesco Gallo Mazzeo, negli spazi della Foresteria di Palazzo Belmonte Riso.

Nautilus è un viaggio che si compone di tante tappe e forse di un traguardo, per questo si attesta sempre in una fase immaginaria, sia quando è da compiere, nelle braccia del desiderio, sia quando è compiuto, sulle note del ricordo. Per terra, per mare, esso è fatto sempre di mappe, date, annotazioni, che vanno dal noto all’ignoto con immutata passione.
Nautilus, quello che ci propone Concetta De Pasquale, con l’enigma del mare coniugato dentro (nei meandri della mente) e fuori (sul vergato di carte nautiche), vive come un doppio fondo di realtà e d’immaginazione, che si traduce, in pittura di luoghi fluttuanti e di pietre angolari, alla ricerca del sé, del noi, del voi, di essi.
Il tutto è affidato ad una indefinibile leggerezza, che ha nella trasparenza la sua essenzialità, la sua accorta perizia, che si specchia nella dissipante gioia del mischiare il vero col verosimile e con essi fare una poesia visiva dello sguardo.
Per mari e per porti, avendo con sé, sé stessa, la sua corporeità che dà risposte a domande inudibili, dà ristoro a luoghi invisibili, con la soavità di una brezza, con la gravità di una tempesta, in tutte la tappe, in cui apollinei e dionisiaci, dettano il verso ad una bella pittura, ad un suadente disegno, legando e sciogliendo i fili del desiderio e della passione. Come sempre e pluiribus unum, in tante carte, il senso di un amore artistico, chiamato ricerca, sperimentazione, fascinazione.
“Nautilus, viaggio tra rotte immaginarie” di Concetta De Pasquale è una mostra che propone una rilettura del mito e del mare Mediterraneo in chiave onirica e visionaria. Un tema caro all’artista e presente anche nella precedente sua mostra “Sulla rotta di Colapesce, appunti di viaggio per mare”, ospitata nel 2017 dal PAN a Napoli e dall’ARS – Fondazione Federico II a Palermo.
Attraverso una suggestiva installazione di 16 opere pittoriche (olio e catrame – dim. 80×115) su vecchie carte nautiche e 5 diari di bordo (tecnica mista su carta di cotone, metallo e plexiglas), rivisitati attraverso rotte immaginarie, Concetta De Pasquale continua a raccontare il mare dei suoi tanti viaggi in barca a vela, intrecciando realtà e fantasia.

INFO

I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico. Museo Civico del Castello Ursino. Catania > fino al 20 maggio 2018

4. I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico. Museo Civico del Castello Ursino. Catania

I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico. Museo Civico del Castello Ursino. Catania > fino al 20 maggio 2018

 

“La caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative”. Così Vittorio Sgarbi descrive il mistero del collezionismo: “l’interesse per ciò che non c’è”. Da qui l’idea della grande mostra “I Tesori nascosti. Da Giotto a De Chirico” che dal 26 ottobre 2017 a maggio 2018 approda nei prestigiosi spazi museali del Museo Civico del Castello Ursino a Catania. La nuova grande esposizione catanese racconta lo svolgimento della storia dell’arte italiana dal Medioevo, al Novecento.

INFO

Van Gogh Multimedia Exeperience. Complesso Monumentale Guglielmo II. Monreale > PROROGATA fino al 13 maggio 2018

Van Gogh Multimedia Exeperience
Van Gogh Multimedia Experience, esposizione multimediale sulla vita e le opere del grande pittore olandese. La mostra multimediale prende in esame, attraverso proiezioni in diversi grandi monitor, la vita e le opere del grande artista, con la visione in video di molti dipinti e disegni realizzati nel corso della sua esistenza, completata con informazioni in italiano ed inglese, dei periodi artistici vissuti da Van Gogh negli ultimi dieci anni della sua vita.
Raggruppati per tematiche: dai paesaggi, ai fiori passando ancora per i ritratti e i celebri autoritratti, le immagini scorrono sugli schermi per una mostra che si visita nella penombra al fine di apprezzare appieno la brillantezza della tavolozza dello straordinario artista olandese. Una vita travagliata quella di Vincent Van Gogh, votata alla ricerca della bellezza espressa con dense pennellate che sprigionano pura emozione, il percorso, consente inoltre di ammirare la ricostruzione della “Camera da letto” di Vincent Van Gogh, dipinto del 1889, tema caro all’artista e più volte replicato con piccole varianti. Il visitatore potrà inoltre immergersi nella visione 3D utilizzando la realtà virtuale di una serie di dipinti a 360 gradi con un apparecchio speciale.
L’esposizione Van Gogh Multimedia Experience si presenta agli occhi dei visitatori con migliaia di immagini del maestro fiammingo, proiettate su schermi giganti. Foto che si alternano in un carosello infinito di colori e luci e che immergono il visitatore nel mondo di questo grande maestro che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte moderna. Da contorno fanno le musiche che trasportano il visitatore verso l’espressione pittorica di un talento naturale in cui traspare con insistenza la sofferenza di una vita tormentata; in sostanza una mostra creata per i sensi.
INFO

Il ruggito della velocità. Mito e modernità della Targa Florio Motociclistica. Real Albergo dei Poveri. Palermo > PROROGATA fino all’ 8 aprile 2018

Gerardo Dottori, Motociclista, 1914

Il ruggito della velocità. Mito e modernità della Targa Florio Motociclistica. Real Albergo dei Poveri. Palermo

Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica è una mostra allestita negli spazi del settecentesco Real Albergo dei Poveri. L’impianto espositivo si configura come una riflessione critica su quella che fu una tra le stagioni siciliane più felici della modernità, mettendo in evidenza alcuni aspetti cruciali: lo slancio euforico verso il futuro, il mito della tecnologia, l’urgenza d’innovazione, la figura del pilota, la storia delle moto da corsa e del racing, i paesaggi madoniti, fino ai molti cambiamenti sociali, politici, estetici e ideologici che definirono lo spirito del tempo.
Cultura, storia, sport e territorio si incontrano lungo il percorso espositivo, in un dialogo tra passato e presente che vede insieme design, ingegneria, arti visive, cinema, editoria, memorie d’archivio… Da una sezione introduttiva, in cui foto, oggetti storici e alcuni rari dipinti di Vincenzo Florio (Collezione Famiglia Paladino) raccontano le gesta di questa grande famiglia siciliana e la vicenda della Targa, si passa a una spettacolare esposizione di moto d’epoca, con esemplari dei primi del Novecento provenienti dalle collezioni dell’Associazione Siciliana Veicoli Storici. La lettura del periodo storico-culturale procede con l’archivio di documenti, in cui sono raccolte preziose testimonianze, tre lettere, giornali, libri, riviste, fino al Manifesto Futurista del 1909.
INFO