GENNAIO 2018. Le 10 mostre da visitare in giro per la Sicilia per iniziare al meglio il Nuovo Anno 2018.

1. Il ruggito della velocità. Mito e modernità della Targa Florio Motociclistica. Real Albergo dei Poveri. Palermo > PROROGATA fino all’ 8 aprile 2018

Il ruggito della velocità
“Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica” è una mostra allestita negli spazi del settecentesco Real Albergo dei Poveri. L’impianto espositivo si configura come una riflessione critica su quella che fu una tra le stagioni siciliane più felici della modernità, mettendo in evidenza alcuni aspetti cruciali: lo slancio euforico verso il futuro, il mito della tecnologia, l’urgenza d’innovazione, la figura del pilota, la storia delle moto da corsa e del racing, i paesaggi madoniti, fino ai molti cambiamenti sociali, politici, estetici e ideologici che definirono lo spirito del tempo.
Cultura, storia, sport e territorio si incontrano lungo il percorso espositivo, in un dialogo tra passato e presente che vede insieme design, ingegneria, arti visive, cinema, editoria, memorie d’archivio… Da una sezione introduttiva, in cui foto, oggetti storici e alcuni rari dipinti di Vincenzo Florio (Collezione Famiglia Paladino) raccontano le gesta di questa grande famiglia siciliana e la vicenda della Targa, si passa a una spettacolare esposizione di moto d’epoca, con esemplari dei primi del Novecento provenienti dalle collezioni dell’Associazione Siciliana Veicoli Storici. La lettura del periodo storico-culturale procede con l’archivio di documenti, in cui sono raccolte preziose testimonianze, tre lettere, giornali, libri, riviste, fino al Manifesto Futurista del 1909.

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2. Armonia dell’Infinito. Guccione. Quadreria del Museo Diocesano. Caltagirone > fino al 6 maggio 2018

Armonia dell’Infinito. Guccione

Armonia dell’Infinito. Guccione

Il Museo Diocesano Caltagirone, con l’idea di arricchire la sua offerta culturale e artistica ha deciso di proseguire nel suo intento di promuovere l’arte siciliana contemporanea riconosciuta anche a livello internazionale, aprendo nuove possibilità di dialogo culturale e di promuovere quindi la mostra di Piero Guccione, “Armonia dell’Infinito”, artista riconosciuto in tutto il mondo. La mostra accoglie 30 opere – tra cui anche qualche inedito – e racconta il percorso artistico del Maestro dal 1962 al 2014.
Nel 1972 Leonardo Sciascia delle sue opere scrisse: “Il primo incontro con la pittura di Guccione produce l’impressione di una totale platitude. E abituati come siamo a una pittura che vuole essere altro (e magari tutto, tranne che pittura), un po’ stentiamo a riconoscerla, a riconquistare la nozione… Ma la bella pittura deve essere piatta, come voleva Degas (che la faceva); e la piattezza è divina – cioè peculiare alla pittura, essenza, necessità, ineffabilità – come commentava Valéry (che se ne intendeva)”. Nelle tele di Piero Guccione, cielo e mare si incontrano, quasi si fondono, ma non si confondono. Le sue opere vanno contemplate e si rimane sedotti, ammaliati da un non so che di spirituale, che fa espandere il cuore fino a pervadere tutto il corpo.

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3. Vivian Maier – Una Fotografa Ritrovata. Fondazione Puglisi Cosentino. Catania > fino al 18 febbraio 2018

Vivian Maier – Una Fotografa Ritrovata.

Vivian Maier – Una Fotografa Ritrovata. Fondazione Puglisi Cosentino. Catania

Dopo il classicismo di Chagall e l’arte psichedelica di Escher, Arthemisia torna a Catania presentando l’artista che con la sua fotografia ha conquistato il mondo: Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009).
Dal 27 ottobre gli spazi espositivi della Fondazione Puglisi Cosentino ospitano una delle più complete rassegne dedicate alla grande fotografa statunitense: con oltre 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta e alcuni filmati in super 8, la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata è un viaggio nelle opere e nella vita di un’artista che ha fatto del mistero il suo fascino.
Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

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4. I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico. Museo Civico del Castello Ursino. Catania > fino al 20 maggio 2018

I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico

I Tesori Nascosti. Da Giotto a De Chirico. Museo Civico del Castello Ursino. Catania

“La caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative”. Così Vittorio Sgarbi descrive il mistero del collezionismo: “l’interesse per ciò che non c’è”. Da qui l’idea della grande mostra “I Tesori nascosti. Da Giotto a De Chirico” che dal 26 ottobre 2017 a maggio 2018 approda nei prestigiosi spazi museali del Museo Civico del Castello Ursino a Catania. La nuova grande esposizione catanese racconta lo svolgimento della storia dell’arte italiana dal Medioevo, al Novecento.

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5. Henri Cartier-Bresson. Fotografo. GAM Galleria d’Arte Moderna. Palermo > fino al 25 febbraio 2018

Henri Cartier-Bresson. Fotografo.

Henri Cartier-Bresson. Fotografo.

Fino al 25 febbraio 2018, alla GAM 140 scatti di Henri Cartier – Bresson, per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica. Obiettivo della rassegna è far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni più diverse, alla ricerca della sorpresa che rompe le nostre abitudini, la meraviglia che libererà le nostre menti, grazie alla fotocamera che ci aiuta ad essere pronti a coglierne e ad immortalarne il contenuto.
Promossa dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e organizzata da Civita in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi, la mostra è il secondo appuntamento espositivo con i grandi maestri della Fotografia, dopo quello che è stato dedicato a Steve McCurry.

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6. La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi Deir El-Bahari. Galleria Civica Montevergini. Siracusa > fino al 15 aprile 2018

La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi Deir El-Bahari. Galleria Civica Montevergini. Siracusa

La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi Deir El-Bahari. Galleria Civica Montevergini. Siracusa

La mostra espone i preziosi reperti provenienti dalla Collezione Egizia del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles col proposito di riportare il visitatore al tempo dell’Antico Egitto, quando i Sacerdoti del tempio di Amon dominavano l’ Egitto meridionale.

Tutti i reperti esposti appartengono ad un periodo poco conosciuto della Civiltà Egizia, il Terzo Periodo Intermedio corrispondente alla XXI Dinastia (1070-900 a.c). Provengono dal Secondo Nascondiglio di Deir el Bahari, comunemente conosciuto come col nome moderno di “Bab el Gasus” che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da qui il titolo della mostra.
Si tratta di un’incredibile tomba collettiva scoperta casualmente nel 1891 nella quale furono ritrovati non meno di 450 sarcofagi ed un numero incalcolabile di suppellettili funerarie.
La mostra propone l’esposizione di eccezionali reperti nel loro contesto storico. Un percorso espositivo ricco di testimonianze e documentazioni che guida il visitatore fino alla ‘Sala dei Sarcofagi’, dove potrà ammirare la preziosità e le decorazioni di questi suggestivi manufatti.

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7. The Match. Museo Salinas. Palermo > fino al 11 marzo 2018

the match

the match

The Match nata da una collaborazione tra l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana e il British Museum di Londra. Per la prima volta verranno esposti e messi a confronto con le opere originali i disegni realizzati dai due giovani architetti, William Harris e Samuel Angell, che nel 1823 scoprirono le metope del Tempio C di Selinunte. È l’occasione per raccontare l’appassionante storia, sconosciuta ai più, di questa scoperta e dell’avvio delle attività di tutela del patrimonio storico-culturale dell’isola da parte del Regno Borbonico.
Il viaggio dei due giovani scopritori inglesi, intrapreso nel solco della tradizione del Grand Tour, aveva come scopo quello di esaminare e i monumenti greci della Sicilia. L’allestimento delle 12 opere, alcune delle quali acquarellate, trova la sua naturale ambientazione nella nel nuovo percorso espositivo del grande refettorio dell’ex Convento dei Padri Filippini dove, da otre 150 anni, trovano posto le splendide sculture dei templi selinuntini, definite il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d’Occidente.

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8. Van Gogh Multimedia Exeperience. Complesso Monumentale Guglielmo II. Monreale > fino al 29 aprile 2018

Van Gogh Multimedia Exeperience

Van Gogh Multimedia Exeperience

Van Gogh Multimedia Experience, esposizione multimediale sulla vita e le opere del grande pittore olandese. La mostra multimediale prende in esame, attraverso proiezioni in diversi grandi monitor, la vita e le opere del grande artista, con la visione in video di molti dipinti e disegni realizzati nel corso della sua esistenza, completata con informazioni in italiano ed inglese, dei periodi artistici vissuti da Van Gogh negli ultimi dieci anni della sua vita.
Raggruppati per tematiche: dai paesaggi, ai fiori passando ancora per i ritratti e i celebri autoritratti, le immagini scorrono sugli schermi per una mostra che si visita nella penombra al fine di apprezzare appieno la brillantezza della tavolozza dello straordinario artista olandese. Una vita travagliata quella di Vincent Van Gogh, votata alla ricerca della bellezza espressa con dense pennellate che sprigionano pura emozione, il percorso, consente inoltre di ammirare la ricostruzione della “Camera da letto” di Vincent Van Gogh, dipinto del 1889, tema caro all’artista e più volte replicato con piccole varianti. Il visitatore potrà inoltre immergersi nella visione 3D utilizzando la realtà virtuale di una serie di dipinti a 360 gradi con un apparecchio speciale.
L’esposizione Van Gogh Multimedia Experience si presenta agli occhi dei visitatori con migliaia di immagini del maestro fiammingo, proiettate su schermi giganti. Foto che si alternano in un carosello infinito di colori e luci e che immergono il visitatore nel mondo di questo grande maestro che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte moderna. Da contorno fanno le musiche che trasportano il visitatore verso l’espressione pittorica di un talento naturale in cui traspare con insistenza la sofferenza di una vita tormentata; in sostanza una mostra creata per i sensi.

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9. Maiolica. I corredi dello speziale XVII – XVIII sec. Palazzo Branciforte. Palermo > fino al 18 febbraio 2018

Maiolica. I corredi dello speziale XVII - XVIII sec.

Maiolica. I corredi dello speziale XVII – XVIII sec.

Nella splendida cornice del Monte dei pegni Santa Rosalia, a Palazzo Branciforte, oggi spazio museale della Fondazione Sicilia, è allestita la mostra “Maiolica. I corredi dello speziale XVII – XVIII sec.”, a cura dell’Associazione Balat.
Un’esposizione che raccoglie oltre 170 ceramiche provenienti da collezioni private dell’Isola sino al 18 febbraio 2018, anno in cui Palermo sarà capitale italiana della Cultura. Albarelli, bricchi, bottiglie, cilindri e bocce di rara bellezza che componevano il corredo degli speziali, numerosi nell’Isola e conosciuti in tutto il Mediterraneo per i rapporti culturali e commerciali con il mondo orientale da dove giungevano le spezie. Contenitori per erbe, polveri, acque e oli medicinali diversi nelle forme, nei colori e nei disegni. Maioliche preziose, miracolosamente sopravvissute nonostante la fragilità della terracotta a guerre, terremoti, alluvioni, traslochi e arrivate integre sino a noi dopo alcuni secoli. Una mostra e al contempo una riflessione sul contesto della bottega dell’aromateria in cui le maioliche vennero utilizzate non soltanto come contenitori di farmaci, ma come simbolo di prestigio di cui godeva l’arte antica e misteriosa dello speziale.

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10. Shay Frisch – campo 121745_B/N. ZAC – Zisa Arti Contemporanee . Palermo > fino al 18 febbraio 2018

Shay Frisch

Shay Frisch – campo 121745_B/N

I campi magnetici di Shay Frisch, approdano a Palermo dopo le ultime importanti esposizioni internazionali al Museo Mac di Lima, al Museo MAC di Santiago del Cile e alla Fondazione San Fedele di Milano.
Il lavoro dell’artista consiste nella modellazione e la manipolazione dell’energia attraverso la costruzione di campi elettrici.
Il campo è costituito da un assemblaggio sequenziale di adattatori elettrici di uso comune, moduli conduttori di corrente elettrica attraverso i quali passa l’elettricità che si fa “forma”. L’asettico componente industriale è imbrigliato all’interno di ripetizioni modulari e trasformato dall’elettricità in una forma viva, pulsante. Il passaggio dell’elettricità attraverso i moduli che compongono l’opera, genera un campo elettromagnetico che si diffonde nello spazio circostante, trasformando questi costrutti in generatori di energia, campi elettrici che si estendono nello spazio diffondendo la loro carica. In questo modo l’artista opera sullo spazio creando un luogo saturo di induzione, un campo in cui entrano gli spettatori. I moduli mantengono all’interno una carica elettrica la cui perenne attività è rivelata da spie luminose, a testimonianza di un fenomeno in continuo movimento, di un atto che si compie in diretta e che non ha fine.
Il progetto, pensato appositamente per lo spazio dello ZAC, prevede una sequenza di installazioni allestite a pavimento e sulla grande parete di fondo.

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